Leoncavallo, presidio in via Watteau. Sfratto rinviato a gennaio

(Foto Milano In Movimento)

Presidio in via Watteau contro lo sfratto del Leoncavallo, convocato dagli attivisti dello storico centro sociale. “Con la condanna al Viminale per mancato sfratto, la quale prevede un risarcimento di 3 milioni alla proprietà di via Watteau, il Leoncavallo è in percolo e la sua stessa esistenza è messa in discussione”, hanno fatto sapere. “Dopo 50 anni di occupazione la garanzia alla continuità è ancora irrisolta”. “Dal 1975 occupato, abbattuto, ricostruito, sgomberato, viandante, ricollocato: di nuovo il futuro del Leoncavallo barcolla – proseguono i militanti -; un lungo percorso di lotta politica, rivendicazione di spazi di socialità informale, autogestione e cultura critica radicale rischia di essere interrotto: non possiamo immaginare Milano senza il Leoncavallo: possiamo e dobbiamo difenderlo”.

“Milano risponde. Continuiamo a difenderlo e ci saremo, al prossimo sfratto, venerdì 24 gennaio 2025”, hanno poi detto al termine del presidio a cui hanno partecipato centinaia di persone.

Erano presenti anche i consiglieri comunali dei Verdi, Tommaso Gorini e Francesca Cucchiara. “Siamo state tante e tanti a rispondere all’appello in difesa del Leoncavallo, sotto sfratto dall’immobile di via Watteau occupato da ormai 30 anni dallo spazio pubblico autogestito e di proprietà di una delle più grandi e ricche famiglie di immobiliaristi della città, i Cabassi – affermano -. La grande partecipazione di oggi testimonia l’affetto dei milanesi per una realtà che nei suoi 50 anni di occupazioni ha segnato in modo profondo l’immaginario e la storia sociale, politica e culturale della città. Il Leoncavallo però rappresenta ancora oggi qualcosa di fondamentale ma che sta scomparendo da Milano: un posto dove nessuno cerchi di venderti qualcosa, uno spazio da poter abitare e riempire senza dover affrontare un affitto stellare. Milano, divorata dalla rigenerazione e dalla gentrificazione, ha fame di luoghi liberi, fuori dalla logica della rendita e della valorizzazione economica e per questo ci stiamo battendo con il Comune perchè l’esperienza del Leo, a cui auguriamo altri 50 anni e più, e degli altri spazi sociali della città possa continuare”.

Per l’assessore regionale alla Sicurezza, Romano La Russa: “Il mancato sgombero del Leoncavallo non è un bel segnale nei confronti di tutti i milanesi onesti”. “La volontà politica di sgomberare c’è, il Governo in questo è stato chiaro. Quindi che cosa manca ancora? – ha aggiunto La Russa- Il 24 gennaio le forze dell’ordine devono intervenire in numero adeguato a impedire che accada ciò che si è verificato questa mattina, con 300 manifestanti e con il rischio di scontri. La prima notifica di sfratto al centro di via Watteau risale al 2003 e in 19 anni ci sono stati oltre un centinaio di accessi dell’ufficiale giudiziario, tutti senza esito. Gli amici della sinistra si mettano il cuore in pace: i radical chic abusivi del Leoncavallo e i gestori milionari dei cosiddetti centri sociali che si arricchiscono con attività illegali non pagando affitto, utenze e tasse, devono essere sfrattati”.