‘Salva Milano’, Sala in audizione al Senato: “Non c’è nessun salvacondotto. Milano è attrattiva, mai fatto favori a nessuno”

“Non abbiamo fatto nessun favore a nessuno e non si sospetta nemmeno che nessuno dei dirigenti e funzionari abbia avuto interesse in materia, stiamo parlando di interpretazioni” delle normative “e non di interessi privati in atti pubblici”: lo ha sottolineato il sindaco Giuseppe Sala in commissione Ambiente al Senato sul cosiddetto ‘Salva Milano‘, a seguito delle inchieste della Procura in tema urbanistico e in riferimento anche all’attrattività della città per gli investitori.  Il provvedimento approvato alla Camera è in attesa del via libera anche dal Senato. “Prima del sorgere di queste problematiche circa il 50% degli investimenti immobiliari erano fatti a Milano, forse era anche eccessivo, ma chi investe va a cercare opportunità”, ha affermato il sindaco. “Abbiamo sviluppato un processo urbanistico e non soltanto perché la città deve far fronte a necessità differenti”. Ad esempio, ha ricordato “dalla Galleria prendevamo 30 mln all’anno di affitti ora ne prendiamo 80. Con quei 50 in più sosteniamo un welfare poderoso”. Milano, ha ribadito “è una città che attrae in maniera particolare gli investitori”.

Per quanto riguarda le considerazioni politiche “è chiaro che auspico che si trovi una convergenza” nel dare un parere interpretativo “poi Milano troverà le sue formule”, ha aggiunto. “Non c’è nessun salvacondotto, né un liberi tutti”. “Vorrei che questo fosse molto chiaro”, ha affermato Sala citando passaggi previsti nel testo. “Mi è odioso il nome ‘Salva Milano’, Milano ha sempre cercato di fare da sola”. Noi, ha aggiunto “difendiamo il fatto che a parità di volumetrie, togliendo spazio orizzontale che occupa molto terreno e andando in verticale otteniamo benefici”. Poi “capisco benissimo che mentre si discuta di ristrutturazione e di nuovo sia legittimo porsi la domanda” ma, ha affermato “abbiamo agito in questo modo perché ritenevamo fosse un bene e per 13 anni abbiamo creduto di essere nel giusto”.

Inoltre, ha detto ancora il sindaco “non siamo sordi ai richiami che ci vengono fatti e non ci siano messi in una situazione di difesa granitica di quello che abbiamo fatto, anche se stiamo agendo in questo modo da 13 anni. Abbiamo già avviato i lavori per un nuovo Pgt che dovrà considerare ciò che la Procura e il dibattito pubblico ci sta dicendo. Il punto è che questo sarà ‘pro futuro’, ma noi abbiamo una situazione che riguarda il passato e il presente”. Il sindaco ha ricordato “alcune conseguenze della situazione oggi” come la “la drastica riduzione di introiti per il Comune” pari a 165 mln di oneri di urbanizzazione in meno nel 2024. “Il bilancio del Comune non si fa solo di oneri urbanizzazione ci mancherebbe – ha precisato – ma se questa situazione perdura ci sarà questa mancanza cronica di fondi per il Comune anche dopo il mio mandato”. Inoltre, ha aggiunto citando dati Anci, “questo rallentamento fa perdere 3 mila posti lavoro” e infine “non di poco conto, ci sono alcune centinaia di famiglie che non possono rogitare ed entrare in appartamenti per cui avevano fatto preliminari perché la situazione è bloccata”. Il sindaco ha anche più volte sottolineato il tema dei dirigenti e funzionari comunali coinvolti nella vicenda. “I primi due dirigenti del Comune che sono stati rinviati a giudizio hanno la colpa di avere applicato regole stabilite negli anni – ha detto -. Sono anche in pensione, per me non sono nomi e cognomi, sono persone che conosco dal 2009 quando ero direttore generale del Comune. Ci pongo attenzione profonda e non posso che essere dispiaciuto”.