Su Mianews, uno speciale settimanale dedicato alla comunicazione e all’informazione sul terzo settore a Milano e Lombardia, realizzato in collaborazione con l’agenzia ‘Le Acrobate – Idee parole comunicazione’. Tra gli argomenti, le campagne, gli incontri, i progetti e gli appuntamenti di grandi e piccole associazioni, fondazioni, gruppi organizzati al servizio della promozione sociale e della solidarietà per raccontare un settore tra i più importanti e dinamici del territorio.
Death Cafè: riflettere sulla morte per vivere meglio
Riflettere sulla morte può aiutare a vivere meglio? Da questa domanda nasce l’idea di CBM Italia di organizzare un Death Cafè aperto a chiunque desideri confrontarsi sulla vita, la morte, le paure e i desideri, con libertà e rispetto, insieme alla filosofa e tanatologa Marina Sozzi e a don Mauro Santoro, sacerdote della Diocesi di Milano.
Appuntamento lunedì 15 settembre, alle ore 17.30, nella sede dell’associazione in via Gioia 72 a Milano, con “Questioni di vita e di morte”: un incontro a ingresso libero su prenotazione che prende le mosse dall’omonima rubrica on line in cui i due esperti rispondono alle domande del pubblico di CBM.
“Una maggiore consapevolezza della finitezza può, anziché angosciarci, migliorare la qualità della nostra vita” conferma Marina Sozzi, aiutando le persone che vogliono riflettere sulla fine della vita a capire cosa conta davvero, a vivere con pienezza, a fare le scelte che più assomigliano al proprio modo di vivere.
La riflessione sulla vita e sulla morte è alla base di una scelta consapevole che riguarda il lascito solidale, il testamento che include anche un ente benefico tra i beneficiari, lasciando un contributo in denaro o un bene della quota disponibile. È un modo per lasciare anche un’eredità valoriale ai propri familiari, come ha fatto con CBM Italia la signora Annamaria, docente universitaria: “Dono per un senso di giustizia e perché ho sempre sentito come mia famiglia il mondo intero, soprattutto quello più sofferente e svantaggiato. Non ho figli, ma ho dei nipoti. Li ho sempre aiutati, per tutta la vita, non solo finanziariamente. Ma con la mia morte, i poveri verranno per primi. Perché hanno più bisogno di tutti”.
Ubi: crisi mistiche dei personaggi famosi, il podcast comico di Claudio Morici
È disponibile su tutte le piattaforme di ascolto dal 29 settembre il podcast “Vagabondi delle stelle” dello scrittore e attore Claudio Morici, che racconta in chiave comica le crisi spirituali di dieci grandi donne e uomini che hanno cambiato il mondo dell’arte, della filosofia e della scienza attraverso i loro libri, opere d’arte, ricerche scientifiche e canzoni pop. Sono loro i protagonisti del podcast, “mistici autodidatti” che in un momento specifico della loro vita hanno avuto un’esperienza trascendentale tanto autentica quanto imprevista.
Le tradizioni religiose chiamano questo tipo di esperienze estasi, samadhi, satori, fana; in psicologia si chiamano esperienze di picco, stati di flusso, stati alterati di coscienza. Ma i “Vagabondi delle stelle” del podcast hanno vissuto e dovuto affrontare il loro mondo interiore al di fuori di contesti religiosi o strettamente clinici: un percorso in salita, intrapreso spesso subendo l’isolamento sociale e al confine con la pazzia. E tuttavia, come dei moderni bodhisattva buddhisti, durante il travagliato cammino per raggiungere l’illuminazione, decidono, a loro rischio e pericolo, di svelare all’umanità i mondi invisibili di cui sono testimoni, migliorando la vita e ampliando la percezione della realtà di milioni di persone.
“Sono pazzi? Sono realmente degli illuminati? Perché è successo proprio a loro? E ora che è successo, che devono fare? Come vagabondi in uno spazio infinito, i protagonisti di questi podcast si perdono sempre. E tuttavia sentono fortissima l’esigenza di condividere il loro vissuto con opere artistiche straordinarie, folgorazioni scientifiche, intuizioni filosofiche” commenta Claudio Morici.
Il podcast è composto da 10 episodi, ognuno dedicato a un personaggio. C’è Carl Gustav Jung, fondatore della psicologia analitica, che entra in uno stato di profonda confusione mentre è già un acclamato medico e docente universitario. La filosofa e scrittrice Simon Weil decide di lasciare l’insegnamento per lavorare come operaia in fabbrica, per combattere al fronte, per sperimentare la vita degli ultimi; poi all’improvviso l’esperienza mistica. Franco Battiato, giovanissimo, passava intere nottate in sala di registrazione senza dormire e facendo uso di droghe; un giorno, camminando per strada, ha un OBE (out of body experience) e inizia il suo percorso di autoguarigione e ricerca attraverso la musica e la meditazione. William Blake era capace di vedere esseri invisibili che descrive nel dettaglio nelle sue illustrazioni. Si racconta poi l’esperienza della pittrice Hilma af Klimt, che anticipa di 10 anni l’astrattismo attraverso le sedute spiritiche; del drammaturgo Antonin Artaud e il suo teatro della crudeltà; dell’esperienza trascendentale di ritorno dalla luna dell’astronauta Edgar Mitchell; di Alexandra David-Neel, esploratrice, fotografa, antropologa orientalista che scrisse anche alcuni libri sul buddhismo; del matematico Georg Cantor che, a seguito di una depressione, intensificò la lettura di testi religiosi, sviluppando il concetto d’infinito assoluto che identificò con dio e di Cristina Campo, scrittrice e poetessa profondamente cattolica che condusse vita appartata, lontana dagli obblighi sociali e immersa in un’intensa ricerca spirituale e letteraria.
“Vagabondi delle stelle” è prodotto da Gate, il portale dell’Unione Buddhista Italiana, in collaborazione con Fandango Podcast.
Celiaci donatori di sangue: novita’ nell’accordo Aic-Avis
Una colazione completa senza glutine in tutti i punti prelievo per garantire alle persone celiache che donano sangue e plasma un ristoro idoneo e in sicurezza dopo la donazione. È questa la novità dell’accordo stipulato tra l’Associazione Italiana Celiachia Emilia-Romagna e AVIS Emilia-Romagna in presenza di AIC nazionale.
I celiaci possono dunque donare il sangue? La risposta è sì. Dal 2005 (decreto del 3 marzo 2005) la legge indica che i celiaci a dieta senza glutine possono donare sangue e plasma. Prima di allora si considerava la celiachia tra le malattie autoimmuni che sono causa di esclusione dalla donazione di sangue. Un importante traguardo raggiunto grazie al lavoro di sensibilizzazione dell’Associazione Italiana Celiachia nei confronti delle istituzioni, con la collaborazione del Comitato Scientifico AIC e di AVIS.
Rossella Valmarana, presidente AIC: “Siamo orgogliosi di questo accordo con AVIS, è un segnale forte di rispetto, inclusione e sensibilità, che contiamo di promuovere come best practice a livello nazionale. È anche l’occasione per ricordare l’importante lavoro fatto proprio con AVIS sin dall’inizio degli anni 2000, per consentire ai celiaci di donare il sangue, diritto fino ad allora precluso ai nostri pazienti. Informare e sensibilizzare la comunità dei celiaci sui temi della donazione del sangue è per noi molto importante”.
Per assicurare il rispetto delle normative e gli standard di sicurezza, è stato realizzato un documento di buone prassi che raccoglie le informazioni base sugli alimenti consentiti per le persone celiache e le azioni dettagliate che il personale dei punti prelievo deve seguire per evitare la contaminazione nel momento della colazione offerta ai donatori celiaci, che sarà condiviso con tutti i volontari AVIS. In parallelo, AIC si impegna a incentivare politiche e azioni di sensibilizzazione alla donazione e di acquisizione di sani stili di vita, con particolare attenzione alle persone con celiachia e Dermatite Erpetiforme.
I progetti di Aic per studenti celiaci
Settembre segna un passaggio importante nella vita di studentesse e studenti che tornano in classe dopo la pausa estiva: dai preparativi al desiderio di ritrovare i compagni, alle nuove sfide e opportunità da affrontare, il rientro a scuola è una fase delicata e per gli oltre 34mila bambini e ragazzi celiaci della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, di cui circa 6000 in Lombardia, (dati Ministero della Salute 2023) questo periodo può rivelarsi ancora più complesso.
AIC – Associazione Italiana Celiachia si impegna per informare insegnanti, personale scolastico, famiglie e studenti celiaci e non sulla malattia, per rendere la scuola un ambiente sicuro e inclusivo per tutti. Quest’anno si celebrano i 20 anni della Legge quadro n.123 del 4 luglio del 2005 “Norme per la protezione dei soggetti malati di celiachia” – fortemente voluta ed elaborata con la collaborazione di AIC, che sancisce il diritto al pasto senza glutine in mensa: secondo i dati del Ministero della Salute, in Italia 35.298 mense di cui 24.829 scolastiche (70%), hanno erogato pasti senza glutine per i celiaci che ne hanno fatto richiesta. Queste mense sono distribuite sul territorio nazionale in modo omogeneo e proporzionale al numero di persone celiache: In Lombardia sono 2600.
L’impegno di AIC nel mondo della scuola si concretizza anche in altri due progetti gratuiti, finanziati grazie ai fondi raccolti con il 5 per mille.
“In fuga dal glutine” offre agli insegnanti delle scuole dell’infanzia e della primaria, attraverso giochi collettivi, quaderni didattici e favole, uno strumento per spiegare agli alunni cos’è la celiachia parlando di educazione alla diversità, alimentare e culturale, intesa come risorsa e ricchezza. Il progetto prevede un incontro formativo con i docenti su celiachia, dieta
senza glutine, gestione di eventuali difficoltà riscontrabili nella vita scolastica insieme al materiale didattico messo a disposizione da AIC.
“A scuola di celiachia” è il programma nazionale di formazione per gli Istituti Alberghieri per fornire conoscenze sulla celiachia, sulle esigenze nutrizionali del celiaco e sulla gestione di tutte le fasi del servizio senza glutine. Inoltre, è possibile svolgere progetti di Alternanza Scuola Lavoro presso locali aderenti al programma Alimentazione Fuori Casa senza glutine di AIC che raccoglie 4000 esercizi commerciali formati sulla celiachia e sulla dieta senza glutine. La formazione – svolta da docenti esperti AIC e integrata con laboratori pratici – è pensata anche per gli insegnanti, a cui viene fornito materiale didattico ad hoc per parlare di celiachia e dieta senza glutine con gli alunni e aiutarli a sviluppare interesse e consapevolezza verso chi convive con la malattia e le intolleranze alimentari.
