Per trovare una sede alternativa per il Leoncavallo “noi abbiamo fatto e stiamo facendo il possibile, ma la soluzione di rimanere lì, in via Watteau, mi troverebbe senz’altro d’accordo. Posso capire” le loro richieste “e se fosse possibile potrebbe essere anche la soluzione ideale”. A dirlo, il sindaco Giuseppe Sala dopo che lo storico centro sociale ha annunciato di voler tentare l’acquisto dell’immobile, sua storica sede, da cui era stato sgomberato lo scorso 21 agosto dopo decenni di occupazione, scartando così di fatto l’ipotesi dello stabile di via San Dionigi, zona Corvetto, messo a bando dal Comune, come possible alternativa.
“Non so se al di là della dichiarazione hanno avviato una discussione formale con i proprietario dell’area, i Cabassi – ha chiarito Sala -. Detto ciò è chiaro che per tutti se potessero rimanere lì sarebbe meglio”. Esclusa la possibilità che il Comune possa contribuire al rientro in via Watteau: “Non possiamo, avremmo problematiche con la Corte dei Conti che non sono affrontabili”, ha detto il sindaco.
Nel suo annuncio il centro sociale ha spiegato: “Chi si illudeva che la vicenda del Leoncavallo si sarebbe chiusa con l’occupazione militare dello spazio è uno stolto. Non essendo stata fornita alcuna seria alternativa a via Watteau dobbiamo fare di tutto affinché rimanga la sede del Centro sociale Leoncavallo. Già alcuni spazi e gli archivi sono oggetto di tutela, ma il Leoncavallo è un luogo vivo, la sua storia non può essere inscatolata e condotta altrove. Se le istituzioni della Città e del Paese non sono state capaci di acquisire lo spazio di via Watteau per il Leoncavallo, sarà il Leoncavallo che acquisirà lo spazio di via Watteau per la città e per il Paese”. “Il Leoncavallo non ha mai pensato che ci sia una strada privilegiata da percorrere al fine di difendere i centri sociali e di crearne tanti altri. Tutte le strade sono percorribili: l’occupazione di spazi privati, l’occupazione di spazi pubblici, la donazione, il comodato gratuito, l’affitto, l’acquisto”. Per questo “teniamo aperte tutte le strade. Facciamo una mappa di tutti spazi occupabili. Verifichiamo la possibilità di partecipare a bandi che non siano chiacchiere e perdite di tempo. Sondiamo, se ci sono, la possibilità di ottenere spazi in donazione, in comodato o in affitto. Procediamo nel tentativo di acquisire lo spazio di via Watteau che per il Leoncavallo, e il movimento nel suo insieme, avrebbe un significato enorme”.
