MM festeggia i 60 anni della ‘rossa’, la storia della M1 in mostra alla Centrale dell’Acqua

I lavori per la stazione Lima della linea M1 (Immagine mostra MM- Centrale dell'Acqua)

Ventuno pannelli, con le immagini della Milano di ieri e di oggi a confronto. Uno per ogni fermata della ‘Rossa’, da Sesto Marelli a Lotto e che raccontano la storia di un viaggio di quasi 12 chilometri e durato nove anni: dal 1955, anno della fondazione di Metropolitana Milanese nata appositamente per la realizzazione dell’opera, al primo novembre 1964, giorno dell’inaugurazione della prima tratta del M1 che consentiva, con un biglietto da 100 lire, di percorre da nord a sud la città. E poi tante immagini, filmati, documenti con studi dell’epoca in esposizione, come quello incentrato sulle previsioni dei flussi dei viaggiatori, maggiori dalla aree più densamente abitate della periferia milanese. E’ la mostra “Dal progetto alla città: 1964-2024 60 anni di M1”, inaugurata alla Centrale dell’Acqua, il museo d’impresa di MM in piazza Diocleziano 5 per festeggiare i 60 anni della linea rossa e visitabile fino a fine anno gratuitamente nei giorni lunedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica dalle ore 10 alle 13 e dalle 14 alle 19.30.

“Per noi la M1 è come un primo figlio per la mamma e per famiglia: un momento in cui si sono concretizzati i sogni espressi già negli studi di fattibilità prodotti e realizzati, facendo capire a tutti che qui a Milano anche tra il personale della nostra azienda c’erano competenze fortissime che nulla avevano da inviare agli altri studi di ingegneria mondiali. Ancora oggi si parla del metodo Milano, utilizzato per realizzare la Rossa e che non è ancora stato abbandonato”, ha detto Francesco Mascolo, amministratore delegato di MM.

“Ai tempi le metropolitane si costruivano a cielo aperto, scoperchiando gli assi viari più larghi. Ma il problema era che tra scavo e costruzione della galleria passava molto tempo per la restituzione della superficie a pedoni e auto. Il metodo Milano è nato per alleviare i disagi per la città è stato innovativo: dopo una prima fase di scavi l’asse stradale veniva coperto e si restituiva la superficie alla circolazione ancor prima di terminare la galleria”, ha spiegato Massimo Guzzi, direttore dei servizi per la mobilità di MM.

Ingegneria, tanta, ma anche orgoglio per una metropolitana voluta e finanziata dai milanesi con obbligazioni emesse dal Comune e con una ‘tassa’, deliberata nel 1965 da Palazzo Marino a metropolitana in servizio, che premiava l’incremento del valore immobiliare delle abitazioni lungo la tratta della M1: il denaro che i cittadini dovevano versare considerava l’aumento del valore delle case nel decennio precedente, stabilito circa nel 25% grazie alla nuova infrastruttura, ed era progressivo in base alla vicinanza delle stazioni per una distanza massima di 500 metri dai mezzanini.

“Per la prima metropolitana di Milano abbiamo impiegato sette anni, cosa che non più visto nel resto della mia vita. – ha detto Giorgio Manzoni, geometra e matricola numero 10 della MM – Nell’azienda sono entrato nel 1956, giovane giovane, e in giro c’era tutta un’altra Milano. C’era entusiasmo, collaborazione e tutti partecipavano alla realizzazione: pure io e la mia famiglia comprammo le obbligazioni. Poi la burocrazia era snella: si decideva e si faceva, spostando e rimettendo in fretta servizi nel sottosuolo, c’erano cavi del telefono enormi, per dire. Le stazioni più complicate furono quelle del centro, Duomo e San Babila. La più rapida fu la tratta Cordusio-Cairoli, sotto via Dante. Dopo ne abbiamo fatte di cose: ora siamo a cinque metropolitane oltre al Passante Ferroviario, non dimentichiamolo”.

“La Rossa è la spina dorsale del trasporto pubblico milanese, il nostro punto di riferimento dove ogni giorno viaggiano mezzo milione di persone e che attraversa la città da nord a sud, sino al polo fieristico di Rho e l’area ex Expo. – ha spiegato Amerigo Del Buono, responsabile del Servizio della Rete Metropolitana e di Superficie ATM – La nostra società ha imparato a gestire le linee, anche quelle automatiche, e lo ha fatto attraverso il suo cuore che è Milano: con questa esperienza le gestiamo anche in altre parti del mondo, come Copenaghen e Salonicco, riportando le competenze acquisite qui a Milano”. Dalla prima tratta del 1964, la M1 ne ha fatta di strada nel sottosuolo della città e ancora non si è fermata: nel 1966 la diramazione Pagano – Gambara, nel 1966 il prolungamento da Gambara a Inganni, nel 1975 quello Lotto a QT8, nel 1980 da QT8 a San Leonardo, nel 1986 da San Leonardo a Molino Dorino e da Sesto Marelli a Sesto Primo Maggio FS, nel 1992 da Inganni a Bisceglie e nel 2005 a Rho Fieramilano. E si lavora ai nuovi collegamenti: il futuro capolinea a Monza Bettola. Lo sviluppo della Rossa, orgoglio non solo ingegneristico ma anche del design per l’allestimento originale dell’architetto Franco Albini e la parte grafica realizzata da Bob Noorda premiata nel 1964 con il premio Compasso d’oro, accompagna da sempre lo sviluppo di MM Spa, come ha voluto ricordare infine l’amministratore delegato Mascolo: “La nostra è una storia unica in Italia perché, pur continuando imperterriti nello sviluppo delle infrastrutture della città, abbiamo pensato di implementare, con l’accordo del Comune di Milano, la nostra competenza in altri settori: 20anni di affidamento del servizio idrico con la tariffa più bassa d’Italia e una qualità dell’acqua assolutamente invidiabile cui si aggiunge la capacità di trattamento e restituzione delle acque per l’agricoltura per oltre il 40 per cento, senza dimenticare i fanghi trattati, alla gestione del patrimonio immobiliare delle case Erp di Palazzo Marino, alla manutenzione di oltre 580 scuole comunali, per passare agli impianti sportivi e, in ultimo, la nostra sfida continua con la gestione del verde pubblico che è un’altra infrastruttura fondamentale”.