“Aspetterò il momento in cui sarà effettivamente candidato Maurizio Lupi e, siccome l’ho definito un ‘chierichetto affarista’, spiegherò perché: ma solo in quel momento. L’ho definito così per qualche motivo. In ogni caso un candidato politico secondo me parte in salita perché Milano ha una parte politica tendenzialmente di centrosinistra. Per riuscire a catturare il voto di sinistra moderato bisogna che il candidato sia un civico: io sono ‘innamorato’ di Regina De Albertis“. Così l’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini, interpellato da Mianews, commenta l’ipotesi di una candidatura a primo cittadino di Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati che dal 1997 al 2001 ha ricoperto la carica di di assessore allo Sviluppo del territorio, edilizia privata e arredo urbano della sua prima giunta. Nelle elezioni del 2021 Lupi si era opposto al ticket Luca Bernardo sindaco e Albertini vice facendo riferimento proprio all’espressione di “chierichetto affarista” che l’ex primo cittadino gli aveva ‘affibbiato’.
Per Albertini, è comunque un bene che si inizi a parlare del candidato sindaco del centrodestra: “Mi sembra molto ragionevole”, afferma commentando le dichiarazioni di oggi del governatore Attilio Fontana per il quale “la cosa più giusta e più intelligente che sia stata fatta è che si inizi a parlare di questo problema, che si inizi a trovare un candidato sindaco di Milano”. Prosegue Albertini: “La volta scorsa hanno puntato tutto su di me che, come anziano, ho giustamente lasciato cadere la coppa. Poi alla fine si sono trovati con l’ultimo candidato disponibile per il sacrificio, il povero Bernardo. Insomma è andata come sappiamo. Questa volta non dovremmo giocarcela così male”.
“Milano – è l’analisi di Albertini per la scelta del candidato sindaco del centrodestra – ha un’acclarata preponderanza di voti di centrosinistra. Purtroppo per me e per noi, gli ultimi dati elettorali hanno confermato che c’è un Pd molto forte. Il centrosinistra ha avuto una base elettorale preponderante nelle ultime elezioni politiche ed europee. Milano insomma è un po’ la New York e la California degli Stati Uniti. A questo punto, il candidato che potrebbe prevalere per il centrodestra dovrebbe avere i connotati di un candidato civico che intercetti i voti della nostra parte politica e che non sia inviso agli elettori dell’altra parte. Io vedo bene un civico piuttosto che un politico – sottolinea l’ex sindaco a Mianews -: alcuni nomi li hanno già fatti, come l’ex rettore del Politecnico Ferruccio Resta. Sono poi molto amico, anzi direi sono ‘innamorato’ di Regina De Albertis. Ero anche molto amico del padre. Però ha il problema che le sue attività imprenditoriali collidono con il ruolo istituzionale della città. Ci sono troppi interessi contrapposti”. Sulla presidente di Ance Assimpredil, Albertini ha continuato: “Sarebbe una persona magnifica per fare il sindaco della città che è il milieu dello sviluppo immobiliare e imprenditoriale d’Italia, perfino d’ Europa. I valori immobiliari di Milano sono quelli di Londra. Però De Albertis dovrebbe vendere la sua azienda. Sarebbe una dea, non un sindaco, se non fosse coinvolta in situazioni incompatibili. Vendere le sue aziende per fare il sindaco è un atto eroico e non si può chiedere neanche a una persona meravigliosa come lei. Sicuramente si troverà un altro candidato”.
