Corvetto, Piantedosi: “Milano non è fuori controllo”. Il ministro al vertice sulla sicurezza in Prefettura conferma l’arrivo di 600 agenti in più

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“Ci tengo a dire che non si può dire che Milano sia una città fuori controllo, poi nessun segnale va sottovalutato”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, al termine del Comitato provinciale sulla sicurezza che si è svolto in Prefettura, dopo i disordini nel quartiere Corvetto a seguito della morte del ventenne di origine egiziana, Ramy. Presenti alla riunione anche sindaco Giuseppe Sala, il prefetto Claudio Sgaraglia, il questore Bruno Megale, il capo della Polizia Vittorio Pisani, e il comandante della Polizia Locale di Milano Gianluca Mirabelli. Piantedosi ha anche confermato l’arrivo in città, a partire da gennaio, di 600 agenti in più delle forze dell’ordine.

Secondo il ministro è “molto esagerato assimilare quello che è successo” a contesti come quelli di una banlieue parigina, paragone emerso all’indomani dei disordini. “Tuttavia -ha precisato – sono segnali che non vanno sottovalutati, Sono segnali che vanno tenuti in considerazione, non sono stati sottovalutati e non verranno sottovalutati – ha proseguito ancora -. Al quartiere Corvetto nel corso di quest’anno sono stati fatti più di 40 servizi ad alto impatto, 162 arresti”. “Chi immagina che l’integrazione passi attraverso semplicemente il rilascio di un foglio di carta, di un permesso di soggiorno, di una decretazione formale, sbaglia”, ha aggiunto. “Questi episodi dimostrano che il tema dell’integrazione passa attraverso dinamiche per le quali non basta essere munifici con il rilascio di titoli di soggiorno, pezzi di carta. Sarebbe molto comodo per tutti, noi responsabili istituzionali, lavarci la coscienza rilasciando permessi di soggiorno e dicendo ‘abbiamo fatto quello che dobbiamo fare, adesso scatterà l’ integrazione’. Non è così”

Il sindaco Giuseppe Sala ha confermato che incontrerà la famiglia di Ramy. Il padre si è dissociato dalle azioni violente seguite alla morte del figlio. “Ho apprezzato le parole dei familiari del ragazzo”, ha detto anche stamane il sindaco. “Non mi spingo a dire che Milano è una città sicura, che non ha problemi, ma non serve a nulla continuare a crocifiggere questa città che sta facendo uno sforzo grande per garantire un modello di città che poi non è del centrosinistra ma che caratterizza tutte le città internazionali”, ha poi detto Sala. “Non va bene parlare di banlieue, ma non va bene neanche chiudere gli occhi e far finta che vada tutto bene. Ci vuole tanta, tanta attenzione”. La realtà delle banlieue “penso che sia ancora estranea” in Italia, ha aggiunto rispondendo una domanda dei giornalisti “ma bisogna prendere segnali come questi per guardare avanti – ha risposto – Nei disordini tutti noi capiamo che non ci sono solo i rappresentanti di alcuni quartieri ma si collegano rivoltosi di varia natura”.