Migranti irregolari soprattutto dal Nordafrica in arrivo a Milano, mandati a Lampugnano dove avrebbero trovato ‘un passaggio’ su autobus di linea per andare in altri Paesi europei, grazie ad autisti compiacenti: un’indagine congiunta della Polizia Locale di Milano e degli Uffici della Polizia di Frontiera per i settori di Bardonecchia e Aosta ha permesso di scoprire un sistema criminale. Sette persone sono state arrestate per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. In tutto sono una sessantina gli indagati.
Cinque degli arrestati avrebbero svolto il ruolo di ‘facilitatori’, organizzando i viaggi con documenti falsi per i migranti irregolari in partenza dall’hub milanese mentre due sono autisti, anche loro stranieri, di fatto complici che incassavano qualche centinaia di euro a tratta oltre a non svolgere particolari controlli sui titoli di viaggio. In media alle vittime venivano chiesti 250 euro, oltre al normale biglietto, ma la cifra poteva variare dai 100 ai 500 euro in base a vari fattori. I dettagli finora emersi sono stati forniti dal comandante della Polizia Locale Gianluca Mirabelli in una conferenza stampa a cui ha partecipato anche per la polizia di frontiera di Bardonecchia il vice questore Piero Conti Papuzza. Come sottolineato da Mirabelli non tutti gli autisti accettavano di farsi coinvolgere nell’organizzazione, chi si rifiutava veniva minacciato e percosso e in molti hanno anche denunciato.
I viaggi avvenivano in gran parte sulle compagnie di linea che operano a Lampugnano, da dove partono decine di autobus ogni giorno, e sono ancora in corso perquisizioni, anche nelle sedi delle società, per capire se fossero a conoscenza del fenomeno. Alcuni dei facilitatori arrestati sono immigrati irregolari “conosciuti nella stazione di Lampugnano e che gravitavano in quell’area”, ha spiegato Mirabelli e c’era “una prassi consolidata”. “Queste persone erano conosciute sia dagli autisti sia dagli immigrati che arrivavano a Milano per espatriare”. Vittime dell’organizzazione anche intere famiglie con bambini. L’indagine, ha ripercorso il comandante della Polizia Locale, è partita nel 2022 dopo un serie di furti di trolley e valigie a Lampugnano ma, in particolare, ha spiegato “la cosa che ci ha fatto drizzare antenne è stato il ritrovamento di moltissimi documenti vicino a una macchinetta per le foto”. Alcune centinaia le persone che nel tempo sarebbero state trasportate con questo sistema. Ai primi controlli della Polizia Locale si sono affiancati quelli della Polizia di Stato e in particolare della polizia di frontiera. “Una bella cooperazione – ha commentato il vice questore Conti Papuzza – dal nostro lato sotto un’altra prospettiva. Qui si è indagato sul fenomeno molto territoriale relativo a Milano, noi dalla prospettiva di quel che avviene sui confini”.
