Oltre 2 mila espositori, di cui il 38% dall’estero, provenienti da 37 Paesi. Dall’8 al 13 aprile a Rho Fiera torna il Salone del Mobile. Al centro l’ispirazione di maestri come Pierre-Yves Rochon, Paolo Sorrentino – presente con l’installazione ‘La dolce attesa’ – e Robert Wilson. La 63esima della manifestazione è stata presentata stamane in un incontro al Piccolo Teatro alla quale ha partecipato anche il sindaco Giuseppe Sala. Quest’anno ci saranno 148 brand, distribuiti in oltre 169 mila mq di superficie, tutti gli spazi sono sold out. Di questi oltre 32 mila mq saranno dedicato alla Biennale Euroluce (più di 300 brand, da 25 Paesi). Salone Satellite riunirà 700 designer under 35 e 20 Scuole e Università internazionali.
“Il Salone arriva ad aprile con una superficie espositiva, ancora una volta, sold out, nonostante le incertezze degli scenari globali – ha detto Maria Porro, presidente del Salone del Mobile – Un risultato che esprime un impegno costante nel miglioramento dell’esperienza di visita, dei servizi al pubblico e agli espositori, nelle attività di promozione all’estero, nell’ideazione di nuovi format che ci hanno permesso di stringere nel corso dell’anno nuove alleanze strategiche negli Stati Uniti, in Cina, e firmando – non ultimo, questo gennaio – un Memorandum con l’Arabia Saudita, che apre nuove opportunità per il Made in Italy in un mercato in cui l’export di settore segna un +22,8%. Da sempre, la nostra missione è accendere i riflettori internazionali sulle eccellenze di settore”.
Per Claudio Feltrin, presidente di Federlegno Arredo il Salone del Mobile è la “massima espressione della nostra manifattura industriale e asset irrinunciabile per le aziende alla ricerca di nuovi mercati e nuovi pubblici; è la vetrina internazionale in cui il lavoro di un anno su ricerca e innovazione consente ai brandi di ‘esplodere’ in tutta la loro potenza”.
Il sindaco Giuseppe Sala ha sottolineato l'”‘immedesimazione forte del Salone con la città”. “La gente non viene tanto perché è solamente un brand ma perché è convinta di vedere qualcosa di nuovo”, ha detto. “Riteniamo possa essere un successo. Il numero degli espositori continua ad aumentare”. “A Milano culturalmente sappiamo che niente ci è regalato e queste conquiste vanno corroborate ogni singolo momento. C’è una connessione straordinaria tra Milano e il Salone, valori creati nel tempo e che vanno portarti avanti”.
