“La lotta alla mafia non si può delegare a magistrati e forze di polizia, ma deve essere un impegno di tutti”. Così il procuratore di Milano, Marcello Viola, intervenendo alla riunione straordinaria del Consiglio metropolitano sul fenomeno delle infiltrazioni mafiose nel territorio metropolitano milanese, tenutasi a Palazzo Isimbardi, in occasione della Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie. “La mafia teme più la scuola che i magistrati”, ha aggiunto il procuratore, citando Antonino Caponnetto e Gesualdo Bufalino. Viola ha sottolineato la necessità di “fare rete” per opporsi a una “mafia più moderna, che si fa impresa”. E ha espresso un “grande apprezzamento per l’odierna iniziativa, che consente una riflessione”. Ha poi ricordato come la Lombardia sia “una delle aree in cui è più preoccupante ed estesa la presenza delle mafie tradizionali, soprattutto la ‘ndrangheta, e delle nuove mafie”
Presente anche il sindaco Giuseppe Sala: “Le minacce ricevute dai nostri magistrati che oggi sono qui confermano la presenza delle mafie nel nostro territorio”, ha detto. “Parlare del fenomeno delle infiltrazioni mafiose nei Comuni della Città Metropolitana è necessario”, ha sottolineato il sindaco. “Siamo tutti consapevoli – ha continuato Sala – che la presenza della mafia nel Nord ha contribuito però a rafforzare la capacità dello Stato di reagire con efficacia. Ne sono una dimostrazione le tante inchieste sulle famiglie mafiose sul nostro territorio. A Milano abbiamo fatto dell’antimafia una costante: abbiamo puntato molto in questi anni sulla gestione dei beni confiscati”. Il sindaco ha poi proseguito con un riferimento ai grandi eventi: “Lo abbiamo visto in Expo e lo vedremo con le Olimpiadi, sono fondamentali ma sono forieri di pericoli quando non ben governati”. “A Milano abbiamo creato degli organismi, dei comitati appositi per studiare e contrastare i fenomeni criminali”.
All’incontro, tra gli altri, è intervenuto, da remoto Don Luigi Ciotti: “Mi fa piacere di essere collegato con voi, per unire Milano, una realtà bella, impegnata e attenta”, ha affermato collegato a distanza da Trapani alla riunione straordinaria del Consiglio metropolitano sul fenomeno delle infiltrazioni mafiose nel territorio metropolitano milanese, tenutasi oggi a Palazzo Isimbardi in occasione della Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie. Don Ciotti ha ricordato che “le mafie sono più forti oggi al Nord” e che “la criminalità è in continua trasformazione e impone a ciascuno di noi delle letture anche nuove, necessarie per fare di più la nostra parte”. Ha poi concluso con un ricordo di Lea Garofalo: “Sono affezionato a Milano, vi voglio abbracciare ma non posso dimenticare quella bara leggerissima con le poche ossa di Lea Garofalo. È stato un momento importante perché ha creato una pagina di storia che ha stimolato altre donne a trovare la forza e il coraggio di dire basta e di chiedere una mano”.
