Ai referendum dell’8 e 9 giugno “andrò a votare. Penso che la politica spesso si lamenti del fatto che c’è astensionismo e poi chiama l’astensionismo: questo è completamente contraddittorio”. Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala in vista della consultazione referendaria sui temi del lavoro e della cittadinanza e all’indomani della tornata di amministrative che hanno visto poca partecipazione al voto. “Si deve andare a votare, senza se e senza ma. Poi è ovvio che ognuno vota quel che ritiene, ma a votare bisogna andare, quindi mi pare un richiamo veramente grave, e aspetto il giorno in cui si lamenteranno perché c’è l’astensionismo. Non possiamo provocarlo noi politici”, ha aggiunto il sindaco in riferimento all’indicazione a non partecipare ai referendum da parte di esponenti del centrodestra.
Di diverso avviso il presidente della Regione, Attilio Fontana, anche lui intervenuto sul tema. “L’astensionismo è un fenomeno assolutamente sbagliato, normalmente. Un’altra cosa però è quando è legato ai referendum, perché il non andare a votare” in questo caso “ha un senso politico: mentre non andare a votare per il proprio sindaco vuol dire rinunciare a un proprio diritto, invece non andare a votare per il referendum significa non condividere quella scelta. È una cosa diversa, c’è un quorum che per le comunali e alle altre elezioni non c’è”, ha detto.
