Il sindaco Giuseppe Sala va avanti e non si dimette. In Consiglio comunale il primo cittadino ha comunicato la sua decisione dopo che i giorni scorsi è risultato tra gli indagati in una delle inchieste sull’urbanistica. Lascia l’incarico invece l’assessore all’urbanistica Giancarlo Tancerdi, anche lui indagato e per il quale la Procura ha chiesto gli arresti domiciliari. Sala incassa l’appoggio del Pd e del resto della maggioranza. Ribadiscono la richiesta di dimissioni Fdi e Lega. Fuori da Palazzo le proteste di Potere al Popolo, Cambiare Rotta e di alcuni comitati, contro l’amministrazione.
“Tutto ciò che ho fatto nell’arco delle due sindacature è sempre, ed è sempre stato, esclusivamente nell’interesse per i cittadini e le cittadine. Non esiste una singola azione che possa essere attribuita al mio personale vantaggio, le mie mani sono pulite”, ha premesso Sala. E poi, rivolto alla centrosinistra: “Se la maggioranza che mi sostiene c’è e c’è coraggiosamente con responsabilità e cuore, io ci sono, io ci sono con tutta la passione, con tutta la voglia, con tutto l’amore per questa città di cui sono capace”.
“”Sono più che mai motivato, con il vostro aiuto, a proseguire nell’incarico che i milanesi ci hanno dato”, ha continuato il sindaco. “Ho ricevuto più telefonate, messaggi e email in questo frangente di quando sono stato eletto, da amici, vertici passati e presenti delle istituzioni, da sconosciuti, dagli elettori che mi hanno detto di credere nella mia onestà – ha riferito ancora il sindaco nel suo intervento di circa mezzora, in Consiglio comunale -. Ho pensato seriamente alla possibilità di non andare avanti, è dal gennaio del 2009, 16 anni, che do professionalmente e umanamente tutto quello che ho a Milano e se trovo ancora motivazioni ed energie per proseguire su questo incarico non è per mia soddisfazione personale o ambizione, ma per un motivo molto più semplice, per l’insegnamento che devo a mio padre. Era una persona semplice, mi disse ‘scegliti il lavoro che vuoi ma sappi che io ti guarderò e voglio essere certo che stai facendo il tuo dovere fino in fondo’ e oggi sono più che mai motivato a fare il mio dovere fino in fondo”.
Dopo Sala è intervenuto Tancredi: “Ho rassegnato in data odierna le mie dimissioni. Decisione sofferta ma penso sia la migliore. E’ stata un esperienza che chiudo in modo infelice ma che ho vissuto con entusiasmo”, ha detto. “La mia coscienza è pulita – ha affermato commosso – ho prestato la mia opera con passione, impegno rispetto per tutti, leale confronto e amore profondo per la mia città”. Poi un messaggio a chi, fra le fila della sua parte politica, ne ha chiesto il passo indietro. “Oltre che amareggiato per questa inchiesta e per il lavoro che non potrò portare a termine sono sconfortato e molto deluso per quella che in questi giorni è stata la posizione espressa da alcune forze di maggioranza, mi costa molto dirlo, perché non ho tessere di partito ma il mio cuore è sempre stato da quella parte. Mi riferisco al fatto che ci si è limitati sostanzialmente a chiedere le mie dimissioni”. “Si cerca di ridurre temi complessi a tatticismo politico e alla ricerca di un capro espiatorio. Sarà interessante vedere tolto di mezzo l’assessore alla partita caduto in disgrazia, e ancora in assenza di quella legge di riforma organica complessiva di cui ho sempre auspicato la definizione, come cambierà l’urbanistica in Italia”.
