Leoncavallo, in migliaia alla mobilitazione per gli spazi sociali: blitz e maxi striscioni

Lo striscione esposto in piazza Cinque Giornate

Due striscioni calati dall’alto e il terzo ‘posizionato nel cuore di piazza Duomo: il primo, su un edificio ‘simbolo’ della vicenda urbanistisca milanese, come il ‘Pirellino’ di via Pirelli 39, con la scritta “Occupare è giusto“; il secondo da un altro luogo simbolo, il monumento di piazza Cinque Giornate, avvolto dalle impalcature, con la scritta “Giù le mani dagli spazi sociali“; il terzo, lo striscione di testa del corteo, sul monumento equestre di piazza Duomo con la scritta “Giù le mani dalla città“. 

Sono i momenti più significativi della giornata di mobilitazione, con il corteo nazionale di Milano, per gli spazi sociali. La manifestazione era stata convocata all’indomani dello sgombero dello storico centro sociale Leoncavallo di via Watteau e richiamato la partecipazione di migliaia di persone.

Prima del corteo ‘ufficiale’, partito dopo le 14 da porta Venezia, collettivi studenteschi e centri sociali avevano sfilato da piazza Duca d’Aosta “contro la città dei padroni”. Durante il corteo, un gruppo di attivisti si è arrampicato sul Pirellino, edificio acquistato da Coima di Manfredi Catella, simbolo delle discusse scelte urbanistiche di Milano degli ultimi anni, e dopo averlo brevemente ‘occupato’, ha srotolato, tra fumogeni e vernice viola, un enorme striscione verticale con la scritta ‘Occupare è giusto’.

Il “primo atto” delle manifestazioni che hanno caratterizzato la giornata milanese, si è quindi così concluso, con lo spezzone partito dalla stazione Centrale che si è congiunto alla manifestazione di porta Venezia, aperto dal grande striscione “Giù le mani dalla città”.

Il corteo ha attraversato senza tensioni particolari il centro cittadino – con un breve lancio di petardi, ma senza contatti con le forze dell’ordine -, lasciando il segno con un altro blitz in un luogo simbolico di Milano: piazza Cinque Giornate. Qui, gli attivisti si sono arrampicati sulla grande impalcatura che riveste il monumento in restauro per srotolare lo striscione con scritto “Giù le mani dagli spazi sociali”.

L’ultimo atto della manifestazione, con l’arrivo in piazza Duomo dove i manifestanti hanno raggiunto il centro della piazza e lo striscione “Giu le mani dalla città” è stato portato sul monumento equestre dedicato a Vittorio Emanuele II, di fronte al Duomo.

 

Alla manifestazione, hanno partecipato esponenti politici della sinistra, come Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana e Avs, Ilaria Salis, attivista e parlamentare europea, Carlo Monguzzi, consigliere comunale dei Verdi, e anche il segretario del Pd milanese, Alessandro Capelli. “Non è una contraddizione essere qui perché lo dobbiamo alla storia di Milano, che è anche la storia di tanti noi – ha detto -. Abbiamo deciso che non potevamo non essere qui, ma contemporaneamente abbiamo deciso di lasciare libertà alle persone perché qui contano anche le storie personali e abbiamo deciso di non imporre al corteo le bandiere del Pd perché essendo un corteo plurale ci teniamo a esserci sapendo che il ruolo del Pd è un altro. In questo momento – ha aggiunto – il Pd ha il ruolo di dover dare anche delle risposte a quello che questa piazza chiede e pensiamo che non ci sia nessun imbarazzo e nessuna contraddizione”.

Critiche al Pd dal centrodestra che ha stigmatizzato la manifestazione e la presenza dei dem.
“Come emerge dalla storia recente di Milano, la sinistra che manifesta con la scusa del Leoncavallo, sta accusando la sinistra che governa si aver venduto la città “ai padroni”. Delle due l’una; o Capelli non ha capito un nulla o Capelli e quindi il Pd ha sfiduciato la Giunta e rinnegato 14 anni di governo della città”,  ha detto Alessandro Verri, capogruppo della Lega in Consiglio Comunale. “È incredibile che si difenda e si giustifichi chi è abusivo e compie illegalità. La manifestazione del Leoncavallo ha evidenziato chiaramente la differenza tra noi liberali e loro: da una parte, infatti, c’è chi giustifica l’illegalità e la violenza per la giustizia sociale, dall’altra ci siamo noi, che difendiamo la proprietà privata e condanniamo ogni forma di illegalità”, il commento di Alessandro Sorte, deputato di Forza Italia e Segretario regionale della Lombardia. “Anche oggi con il corteo dei Centri Sociali vediamo la partecipazione di alcuni esponenti importanti di Sinistra e non di altri, e non è chiaro se, essi, ne condividano metodi e propaganda. Le azioni illegali che sostengono e propinano oltre che averle tutt’oggi compiute sono da questi esponenti di Sinistra condivise?”, Così Riccardo Truppo, capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Marino.