Corteo Propal, il figlio di Hannoun: “Dovrebbe stare in galera Netanyahu, non mio padre”

(Foto Mianews)

“Netanyahu, che è passato due volte sopra il suolo italiano, e che, secondo il diritto internazionale, dovrebbe essere a marcire in galera dopo aver ucciso più di 100.000 palestinesi, più di 20.000 bambini, gira il mondo. Ma mio padre, che ha portato aiuti umanitari, e sottolineo, aiuti umanitari, è stato messo in carcere perché a Nethanyahu non fa comodo”. Lo ha detto Mahmoud Hannoun, figlio di Mohammad, il presidente dell’associazione Palestinesi d’Italia arrestato con l’accusa di aver finanziato Hamas insieme ad altre persone durante la manifestazione Propal a Milano.

Il corteo “in sostegno alla Striscia di Gaza contro l’intervento militare degli Stati Uniti in Venezuela”  si è fermato davanti alla sede in via Venini dell”Associazione benefica di solidarietà con il popolo Palestinese’, posta sotto sequestro per l’indagine. Davanti alla sede sono stati posti dai manifestanfi i cartelli con le foto degli arrestati, insieme a un cartello con scritto “La solidarietà non è reato, siamo fieri di voi”. “Non gli fa comodo un popolo cosciente – conclude Mahmoud – di quello che sta accadendo a Gaza, del genocidio che sta commettendo. Continuiamo a scendere nelle piazze finché questo criminale, finché l’entità sionista, non verrà smantellata, e Nethanyahu verrà messo al suo posto, al posto di dove è mio padre in questo momento, in un carcere a marcire”.