Miart, 160 gallerie da 24 Paesi, presentata la trentesima edizione. Dal 16 al 19 aprile al Mico

Tre sezioni espositive per centossessanta gallerie provenienti da 24 Paesi. Sono i numeri della trentesima edizione di Miart, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea diretta da Nicola Ricciardi che si svolgerà dal 16 al 19 aprile prossimi nella nuova sede della South Wing di Allianz MiCo, presentata oggi a Palazzo Reale da Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura, Roberto Foresti, vicedirettore generale di Fiera Milano, Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano, e Michele Coppola, executive director Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo e direttore generale delle Gallerie d’Italia.

“New Directions: miart, but different” è il titolo della manifestazione, omaggio al celebre album del 1963 del musicista statunitense John Coltrane che, in occasione del centenario dalla nascita dell’artista, miart 2026 intende fare proprio. “La capacità del jazz di convertire uno standard noto in un terreno fertile per l’innovazione abbraccia una trasformazione che coinvolge ogni aspetto della sua identità: dai contenuti curatoriali all’immagine coordinata, fino all’esperienza stessa del visitatore”, spiegano gli organizzatori.

“I progetti espositivi tracceranno un percorso attraverso più di un secolo di storia dell’arte, dai classici del Primo e Secondo Novecento alle esplorazioni più contemporanee. La vitalità della manifestazione è confermata da importanti ritorni e da significativi nuovi ingressi di gallerie internazionali, che contribuiscono a rafforzarne il profilo curatoriale e l’attrattività per i collezionisti. A segnare simbolicamente il suo processo di evoluzione, miart cambia location e trova collocazione nella South Wing di Allianz MiCo, uno spazio architettonico affacciato sul paesaggio contemporaneo di CityLife, pronto a essere interpretato come uno spartito bianco, tra sperimentazione e riconoscibilità. Sviluppandosi su una superficie più contenuta, la nuova sede apre a inedite opportunità di fruizione e di dialogo tra progetti espositivi, attraverso la rinnovata configurazione della fiera su tre piani”. Si rinnova poi la collaborazione con il Gruppo Intesa Sanpaolo, che supporta Miart in qualità di main partner: la banca contribuirà all’edizione 2026 con un progetto a cura di Nicola Ricciardi dedicato alla valorizzazione – nell’area lounge del Gruppo – di capolavori dalla Collezione Luigi e Peppino Agrati, raccolta d’arte contemporanea oggi parte del patrimonio artistico di Intesa Sanpaolo. Si conferma anche il Fondo di Acquisizione di Fondazione Fiera Milano, istituito nel 2012. Del valore di 100mila euro, il Fondo è destinato a opere d’arte che andranno a implementare la collezione di Fondazione Fiera Milano, oggi ospitata all’interno della Palazzina degli Orafi, sede della Fondazione, e che attualmente si compone di oltre 140 lavori in rappresentanza di linguaggi artistici differenti.

“Miart, giunto alla sua trentesima edizione, rappresenta uno dei fiori all’occhiello di Fiera Milano e, insieme alla Milano Art Week, contribuisce a rendere la città la capitale mondiale dell’arte contemporanea. Miart, infatti, non è solo una manifestazione che ha come protagonista l’arte, ma soprattutto una infrastruttura strategica e culturale al servizio del Paese, una piattaforma che riesce a far dialogare i cittadini, le gallerie d’arte, gli artisti, le istituzioni e la società civile grazie a un linguaggio universale, quello dell’arte”, ha affermato il presidente di Fondazione Fiera, Giovanni Bozzetti. “Fondazione Fiera Milano conferma, anche per quest’anno, il suo impegno con un fondo da 100 mila euro per l’acquisizione di opere d’arte: una scelta che ribadisce la volontà di sostenere i giovani artisti di talento, le gallerie d’arte e, in definitiva, la cultura stessa. Fondazione vanta un patrimonio di 140 opere di 120 artisti diversi, una collezione artistica che oggi, a fronte di un costo di acquisizione di 1,5 milioni di euro, ha un valore di circa 3 milioni di euro. Continueremo sempre di più a investire in cultura e in iniziative volte a sostenerla – come già fatto avviando il Tavolo della Cultura – perché questo significa anche sostenere il Made in Italy, che è esso stesso cultura e si racconta anche attraverso le fiere, che sono vetrine del saper fare italiano. Ogni investimento in cultura non rappresenta un costo ma il presupposto per la crescita del nostro Paese”.