#Milanofabene: azioni, notizie solidali e iniziative in città dal mondo del Terzo Settore

Su Mianews, uno speciale settimanale dedicato alla comunicazione e all’informazione sul terzo settore a Milano e Lombardia, realizzato in collaborazione con l’agenzia ‘Le Acrobate – Idee parole comunicazione’. Tra gli argomenti, le campagne, gli incontri, i progetti e gli appuntamenti di grandi e piccole associazioni, fondazioni, gruppi organizzati al servizio della promozione sociale e della solidarietà per raccontare un settore tra i più importanti e dinamici del territorio

Accordo Aic-Avis: donazione di sangue sicura per persone celiache

Firmato l’accordo tra AIC-Associazione Italiana Celiachia e AVIS Nazionale che sancisce l’impegno nella diffusione di informazioni corrette e nella promozione della possibilità di donare il sangue in sicurezza per le persone con celiachia e dermatite erpetiforme.
Dopo il progetto pilota in Emilia-Romagna, dove la donazione di sangue prevede anche ristoro senza glutine al donatore celiaco, un accordo quadro tra gli ETS nazionali AIC e AVIS consente che iniziative analoghe possano essere realizzate in tutta Italia. L’accordo, che vuole promuovere la diffusione della donazione di sangue come un gesto concreto di solidarietà vissuta e di cittadinanza partecipata, senza discriminazione, è accompagnato da linee guida dedicate sulle procedure che il personale dei punti prelievo deve seguire per la corretta gestione del ristoro gluten free e che saranno condivise con tutti i volontari AVIS.
Ma quindi i celiaci possono donare il sangue? La risposta è sì. Dal 2005 (Decreto del 3 marzo 2005, pubblicato della G.U. 85 del 13 aprile) la legge indica che i celiaci a dieta senza glutine possono donare sangue e plasma. Prima di allora si considerava la celiachia tra le malattie autoimmuni che sono causa di esclusione dalla donazione di sangue. Un importante traguardo raggiunto grazie al lavoro di sensibilizzazione dell’Associazione Italiana Celiachia nei confronti delle istituzioni, con la collaborazione del Comitato Scientifico AIC e di AVIS.
Rossella Valmarana, presidente di AIC: “Poter accedere alla donazione di sangue e plasma in sicurezza su tutto il territorio nazionale è un passo fondamentale nel percorso di rispetto e inclusione per le persone celiache. Ringrazio AVIS per essere al nostro fianco sin dall’inizio degli anni 2000 per consentire ai celiaci di donare il sangue, diritto fino ad allora precluso ai nostri pazienti. Questo accordo rafforza ulteriormente il nostro impegno nell’informare e sensibilizzare la comunità dei celiaci su questo diritto”.
Come ha spiegato il presidente di AVIS Nazionale, Oscar Bianchi, “siamo soddisfatti di aver stretto questa collaborazione perché la donazione di sangue e plasma è da sempre un gesto che unisce e include ciascuno di noi, senza alcuna distinzione. Non garantire una corretta disponibilità di alimenti significava, nei fatti, andare a estromettere persone che invece avrebbero voluto e potuto compiere un gesto preziosissimo per molte altre. Essere attenti alle esigenze del prossimo passa anche dalla cura delle decisioni che si assumono ed è quindi un nostro impegno fare in modo che le persone celiache che vogliono donare insieme a noi possano beneficiare di un ristoro in linea con le loro necessità”.

Nasce lo Sportello Cura UBI per caregiver

Nasce lo Sportello Cura UBI, servizio online gratuito e accessibile promosso dall’area Cura dell’Unione Buddhista Italiana, pensato per offrire supporto concreto a chi si occupa in modo continuativo di persone fragili non autosufficienti. L’iniziativa, realizzata grazie ai fondi dell’8xmille dell’Unione Buddhista Italiana, mette a disposizione informazioni, mappatura dei servizi sociosanitari e sostegno psico-emotivo, con l’obiettivo di ridurre il senso di isolamento e disorientamento dei caregiver.
Il servizio si rivolge principalmente ai caregiver familiari e professionali, ma anche agli operatori sanitari, ed è attualmente attivo in Abruzzo, Lazio, Lombardia, Piemonte e Sicilia. Lo sportello fornisce assistenza su tre patologie: oncologia, Alzheimer e disturbo dello spettro autistico in età pediatrica. Entro la fine del 2026 è prevista l’estensione a tutte le regioni italiane e, progressivamente, ad altre malattie.
Attraverso il portale dedicato, gli utenti possono accedere a contenuti informativi, quali articoli, video e testimonianze, su temi legati alla cura, ai diritti dei caregiver e alla gestione del carico emotivo. Il servizio prevede inoltre un sistema di risposta personalizzata basato su profilazione e area geografica, oltre a un supporto telefonico attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, gestito da professionisti formati dall’Unione Buddhista Italiana.
Grazie alla collaborazione con Fondazione The Bridge, sono state mappate oltre 650 associazioni attive nell’assistenza a pazienti e famiglie, con una raccolta strutturata di informazioni sui servizi disponibili sul territorio.
“Prendersi cura di una persona malata è un atto profondo di amore che può però mettere alla prova le risorse fisiche, emotive e relazionali di chi se ne fa carico. Da qui la scelta di creare lo Sportello Cura UBI per garantire ai caregiver un supporto adeguato e uniforme, l’accesso a informazioni chiare e aggiornate sui diritti, le agevolazioni e i servizi disponibili” dichiara Anna Li Vecchi, area Cura dell’Unione Buddhista Italiana. “Lo Sportello si ispira al principio buddhista del prendersi cura attraverso la compassione, l’attenuazione della sofferenza e il rispetto dei diritti e della dignità di ciascun essere senziente. Nasce come spazio virtuale di ascolto e accoglienza dedicato ai caregiver, con l’obiettivo di offrire un supporto qualificato e contribuire, in spirito collaborativo, a un welfare capace di riconoscere e valorizzare il loro ruolo”.
Alla fase di ideazione e progettazione ha contribuito anche Wisedāna Foundation, fondazione filantropica internazionale ispirata ai valori della filosofia buddhista, impegnata nel rafforzare l’impatto sociale di organizzazioni e progetti.

Le periferie al centro della prima edizione del Premio giornalistico Riccardo Bonacina

Il tema delle periferie indagato da giovani giornalisti sensibili al sociale. È questo il contesto della prima edizione del Premio giornalistico Riccardo Bonacina, fondatore della testata di giornalismo sociale Vita, scomparso nel dicembre 2024.
In un editoriale del 2019 Bonacina scriveva: “Siamo nati non da un’idea ma da una passione: non avevamo idee da propagandare, volevamo solo andare incontro alla realtà per raccontarla”. Una proposta, questa, che oggi Vita lancia a una nuova generazione di giornalisti. Il premio è rivolto infatti a giovani maggiorenni under 30, “che si distinguono per la capacità di unire indagine giornalistica e sensibilità sociale, con uno sguardo autentico e competente” come descrive il bando. Per partecipare, è necessario presentare entro l’8 giugno (all’indirizzo premiobonacina@vita.it) un articolo giornalistico di narrazione sociale, inedito, di una lunghezza massima di 10mila battute spazi inclusi dedicato alle periferie e alle nuove forme di rigenerazione urbana e sociale.
Per i primi tre classificati sono previsti premi in denaro (rispettivamente di 1.500, 800 e 500 euro) e la pubblicazione dell’elaborato vincitore sugli strumenti editoriali di VITA. La giuria è così composta: Giuseppe Frangi (presidente), Alessandro Banfi, Anna Spena, Cecilia Pellizzari, Francesca Saturnino, Maria Laura Conte, Paolo Bonacina.

Docenti volontari per corsi di spagnolo all’Umanitaria

La Società Umanitaria – istituzione milanese dedicata alla formazione e alla promozione della cultura e delle arti, alla tutela dei diritti umani e ai programmi di inclusione sociale – offre da 30 anni corsi e attività per il tempo libero, tenuti da docenti volontari, che spaziano dalla letteratura alla ginnastica, dal ballo alla pittura, dal cinema alle lingue straniere. In tutto più di 180 corsi con modalità e durata diverse: alcuni si sviluppano lungo l’intero anno, altri hanno una struttura trimestrale; la frequenza può essere settimanale, bisettimanale o mensile. La maggior parte delle attività si svolge in presenza, ma in alcuni casi è anche possibile seguirle online su piattaforma Zoom, scegliendo tra le proposte non solo della sede di Milano ma anche tra quelle di Napoli e Roma.
I corsi mirano a rispondere a più bisogni: da una parte la crescita personale, il desiderio di apprendere e lo sviluppo della creatività, dall’altra il contrasto alla solitudine, l’inclusione sociale, lo scambio culturale e generazionale, l’appartenenza e la condivisione di interessi e obiettivi.
Sul sito è presente l’elenco dell’intera offerta formativa.
In questo periodo, l’appello dell’Umanitaria riguarda i corsi di spagnolo: “Siamo alla ricerca di persone che hanno passioni ed interessi, che magari nulla hanno a che vedere con lo svolgimento della propria attività quotidiana, ma che vogliono trasmettere il proprio ‘sapere’ e condividerlo con altri, in particolare per l’insegnamento della lingua spagnola a qualsiasi livello”.