Taglio del nastro della 64esima edizione del Salone del Mobile, a Rho Fiera fino al 26 aprile. Nei padiglioni sono presenti 1.900 espositori da 32 Paesi.
Alla cerimonia con la presidente della manifestazione Maria Porro, tra le autorità, sono intervenuti, il ministro degli Esteri e vice premier Antonio Tajani, il presidente del Senato Ignazio La Russa, il sindaco Giuseppe Sala e il presidente della Regione Attilio Fontana. Hanno poi visitato il Salone anche la premier Giorgia Meloni e il vice premier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini. Presenti anche i veritici di Fiera Milano e Fondazione Fiera Milano, Francesco Conci e Giovanni Bozzetti.
“Sono contenta di tornare al Salone del Mobile” e di “portare l’attenzione del Governo, la solidarietà a una filiera fondamentale del made in Italy: oltre 50 miliardi di fatturato, 2,3% del Pil, 300mila addetti, export stabile, in aumento e in crescita in alcuni mercati nuovi”, ha detto Meloni. Ad esempio, ha proseguito Meloni “ieri abbiamo incontrato il presidente del Kenya e parlavamo di come in questi Paesi ci sia una crescita dell’attenzione verso il made in Italy, il tema della filiera legno arredo è uno di questi: +13% l’export in Africa lo scorso anno e quindi ovviamente il Governo ci deve essere, ci deve essere con la sua presenza, ci deve essere con le sue risposte”.
Un Salone del Mobile con “grandi numeri, nonostante l’incertezza, le guerre, il costo energia”, ha sottolineato invece Salvini. “Grandi numeri al Vinitaly pochi giorni fa, con l’Italia che corre nonostante tutto e tutti e grandi numeri qui col 70% degli espositori italiani e, nonostante, la crisi e il ‘caro energia’ con un tutto esaurito, non solo di visitatori ma anche di compratori. Quindi un bel segnale delle imprese italiane che resistono”.
Anche il sindaco Sala ha sottolineato che nonostante “le preoccupazioni internazionali, c’è stata una risposta forte” che, ha detto testimonia “una gran voglia di Italia, di Milano, della Lombardia e del Salone”. “A Milano stiamo continuando a lavorare sulla nostra reputazione internazionale – ha aggiunto il sindaco -, attraverso il dialogo”. Sala ha poi citato ambiti come “le università, il turismo e le tante imprese straniere”. “In questa città internazionale, più del 20 per cento dei residenti a Milano non è italiano, non ha passaporto italiano – ha ricordato -. A volte è faticoso integrare differenti culture, abitudini e religioni, ma crediamo sia una via di valore per Milano ma anche per il nostro Paese.
