La storica stazione di porta Genova, chiusa alla fine dello scorso anno, sarebbe il ‘luogo ideale’ per ospitare il Museo regionale dei trasporti al quale sta lavorando Palazzo Lombardia. Ne è convinto l’assessore lombardo ai Trasporti Franco Lucente. “Un’ipotesi, che va studiata, capita e condivisa con il Comune di Milano” precisa, ma “vedo in quella stazione qualcosa di positivo che possa portarci ad avere un racconto di quello che noi abbiamo vissuto e continuiamo a vivere nel quotidiano”. L’assessore è intervenuto al convegno ‘Un museo dei trasporti per la Lombardia’, organizzato in Regione, e dedicato proprio al progetto di un nuovo museo dedicato al patrimonio storico del trasporto pubblico locale. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri anche l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso; Pier Antonio Rossetti, presidente di Ferrovienord; Andrea Severini, amministratore delegato di Trenord; Luigi Cantamessa, direttore generale di Fondazione FS; Paolo Pagnoni dell’Associazione culturale ‘Amici del Tram’ e René Capovin, direttore generale del Museo dell’Energia Idroelettrica di Valle Camonica. Per il Comune di Milano, c’era Luca Simi, dello staff dell’assessore alla Mobilità Arianna Censi. “Avevamo fatto una delibera di giunta nel 2024 dando indicazione alla nostra Direzione strategica di procedere con uno studio di fattibilità sulla realizzazione di un museo dedicato ai trasporti – ha ricordato Lucente – da qui alla fine della legislatura penso che si possa procedere anche con il Comune di Milano ad un confronto per avviare tutte le procedure perché questo possa realizzarsi”, ha detto Lucente .
“L’idea a cui stiamo lavorando – ha spiegato ancora Lucente – è creare un luogo dedicato alla storia della mobilità pubblica lombarda, capace di raccogliere e valorizzare testimonianze, materiali e documenti, ma anche di diventare uno spazio di ricerca, partecipazione e divulgazione. L’ipotesi di un museo nasce dall’ascolto di tante persone che si dedicano al mondo dei trasporti con grande passione. Tutto il mondo della mobilità troverà spazio in questo luogo: cittadini, tecnici e dipendenti, appassionati saranno i primi interlocutori. Il treno e gli altri mezzi di trasporto sono un patrimonio che racconta storie di tutti noi”.
Il presidente di Ferrovienord, Pier Antonio Rossetti, ha ricordato quanto alcune iniziative come l’apertura degli archivi di Ferrovienord a Bovisa o quella del deposito di Novate abbiano riscosso “apprezzamento”.” “Le persone hanno bisogno di non perdere i propri ricordi” ha affermato. Quindi “massima disponibilità” di Ferrovienord al progetto. “Mi auguro questo incontro sia l’inizio di un bel percorso insieme”. Andrea Severini, ad Trenord, ha sottolineato invece il legame tra trasporto ferroviario e territorio “è evidente che qui il ferro ha inciso in maniera fortissima sullo sviluppo, ed è evidente come la Lombardia aspiri ad avere un museo di questo genere”. “Mi immagino un museo non di oggetti, ma di competenze industriali e tecnologiche” e che “guardi anche al domani, che faccia capire cosa potrà esser la mobilità del futuro”. In altre parole “che proietti nel futuro una storia di successo del passato”. L’ad ha inoltre ricordato che Trenord dal 2023 propone i viaggi sui treni storici. “Appena apriamo le vendite e immediatamente facciamo tutto esaurito”, ha detto, a testimonianza dell’interesse per le iniziative legate al settore. Luigi Cantamessa dg Fondazione Fs, ha, da parte sua, messo a disposizione gli esempi dei grandi musei già curati dalla Fondazione. “Credo che un Museo dei Trasporti lombardo abbia davvero la dignità di esistere – ha detto -. Tredici anni della Fondazione Fs, di musei enormi come quello di Pietrarsa o di Trieste, li mettiamo volentieri a sistema come esperienza”. Quanto all’idea realizzare il Museo a Porta Genova “a me piace moltissimo – ha affermato – potrebbe essere un museo dinamico, un binario potrebbe sporadicamente fare entrare e uscire qualche treno, sarebbe un museo vivo”. E potrebbe, ipoteticamente, anche essere occasione per recuperare il ‘Ponte degli Artisti’, la passerella in ferro chiusa da tempo: “Oggi rischia di guardare nel nulla, da lì potremmo osservare una bellezza di tecnica e storia che racconta la storia di ogni lombardo”.
La prima fase del progetto per il Museo regionale dei Trasporti è stata affidata, con lo studio di prefattibilità, a René Capovin, esperto del settore museale, nonché direttore del Musil – Museo dell’Industria e del Lavoro di Brescia. “Siamo abituati – ha spiegato il direttore Capovin – a un certo tipo di museo. Solitamente, si entra in un museo d’arte con la necessità di avere competenze pregresse. Il Museo del trasporto pubblico, invece, ha una logica diversa: l’idea è quella di creare un piccolo mondo in cui ogni utente porti la sua esperienza. L’intenzione è mostrare locomotive, motori, oggettistica, biglietti storici, ma anche rendere l’esperienza della visita coinvolgente, creando uno spazio di esperienze”. Il prossimo passo è la predisposizione di un percorso strutturato per la definizione, la localizzazione e la fattibilità del progetto
