“Credo che sarebbe una buona cosa intitolare una piazza o una via ai giovani milanesi vittime di quel terrorismo efferato di quegli anni, in generale, ma so che sarà una cosa che probabilmente non metterà d’accordo”: lo ha detto il sindaco Giuseppe Sala commentando la mozione di FdI in Consiglio comunale con cui viene chiesta l’intitolazione di una via o una piazza della città a Sergio Ramelli, lo studente del Fronte della Gioventù morto 50 anni fa dopo una brutale aggressione da parte di militanti vicini ad Avanguardia Operaia.
Sala ha affermato: “Ci sono stati tanti giovani, tra l’altro della mia età, della mia generazione, vittime di un terrorismo efferato da una parte e dall’altra e quasi sempre senza alcuna colpa. Erano tutti incolpevoli. Capisco che questi temi diventino poi posizionamenti di partiti e magari non verrà accettata la mia proposta, ma non sarebbe male ricordare collettivamente una gioventù che ha pagato un prezzo fortissimo in anni terribili per la nostra città e per il nostro Paese”. Secondo Sala potrebbe essere “un atto di pacificazione”. “Sarebbe bello che il Consiglio comunale all’unanimità decidesse di andare su questa via, io l’appoggerei”, ha detto. Prima di lanciare la sua proposta, il sindaco aveva sottoineato: “Ora si usa molto l’idea di intitolare vie e piazze, ma non è che a Milano ci siano molte nuove vie e c’è un’attesa anche lunga” e poi “non cadiamo nel rischio di strumentalizzazione. Il Comune di Milano è stato governato per 15 anni dal centrodestra e nessuno ha mai pensato a un’intitolazione quindi non è che siamo noi oggi i cattivi”.
L’idea di Sala trova d’accordo il presidente del Senato e storico espondente della destra, Ignazio La Russa. “Non sono contrario, anzi sono estremamente favorevole – ha commentato a margine delle commemorazioni per Ramelli e Pedenovi alle quali ha partecipato assieme al sindaco -. Poi le storie singole sono diverse, ma se una piazza vuole accomunare dei giovani che hanno perso la vita in un momento tragico della nostra storia sono favorevole”. La Russa ha parlato di “pacificazione” e di “‘no’ di tutti all’odio e alla violenza”.
