Su Mianews, uno speciale settimanale dedicato alla comunicazione e all’informazione sul terzo settore a Milano e Lombardia, realizzato in collaborazione con l’agenzia ‘Le Acrobate – Idee parole comunicazione’. Tra gli argomenti, le campagne, gli incontri, i progetti e gli appuntamenti di grandi e piccole associazioni, fondazioni, gruppi organizzati al servizio della promozione sociale e della solidarietà per raccontare un settore tra i più importanti e dinamici del territorio.
A Rozzano Don Antonio Loffredo racconta il caso del Rione Sanità
Il Centro Culturale Cascina Grande Rozzano (viale Palmiro Togliatti 105) è teatro sabato 13 dicembre, alle ore 18, dell’incontro “Noi del Rione Sanità, Noi Di Rozzano” che vede protagonista Don Antonio Loffredo, il prete rivoluzionario a cui è ispirata la serie TV recentemente trasmessa dalla RAI, che racconta insieme ad alcuni ragazzi la vera storia della trasformazione del Rione Sanità.
Spiegano gli organizzatori: “Non si esagera se si dice che don Antonio è tra i grandi visionari e innovatori sociali del nostro tempo: il riferimento più adatto nella storia italiana recente è Adriano Olivetti, per la visionaria capacità imprenditoriale, per la tenace convinzione che il bello, l’arte e la cultura possano essere strumenti di trasformazione sociale e per l’incredibile impatto che la loro azione ha avuto su una comunità, un territorio e una città”. La trasformazione del quartiere della Sanità è diventato infatti un caso internazionale di cui si sono occupati giornali e università; ha coinvolto personaggi famosi, dal grande fotografo napoletano Mimmo Jodice recentemente scomparso, all’icona musicale internazionale Sting; ha saputo attrarre l’attenzione di molte fondazioni e associazioni che tutt’ora hanno una presenza nel quartiere.
Grazie alla conduzione di Marco Ferrario, imprenditore nel settore media, l’incontro punta a far emergere come Don Antonio sia riuscito a far cambiare la cultura di una comunità e “gli chiederemo se anche Rozzano può trarne insegnamenti utili e profondi”.
Ingresso gratuito con prenotazione online consigliata.
Il podcast dei bambini del dopo scuola del Nuovo Armenia
“Una mattina, nelle case di Dergano e Bovisa, qualcosa non torna. Mahmoud, Moaz, Mohamed piccolo e Mohamed grande, Rania, Rahaf, Roudina, Sara, Saleh, Shahd e Yamen si svegliano e si accorgono che il loro giorno non è iniziato come gli altri”. Inizia così “ll budkast dei Grandi Piccoli e dei Piccoli Grandi”, il podcast realizzato dal Nuovo Armenia scritto e raccontato dai piccoli studenti della scuola primaria di Dergano e Bovisa che frequentano il doposcuola in cascina, uno spazio dove, grazie al supporto di persone volontarie, possono trovare sostegno allo studio e non solo. Nel podcast si racconta l’avventura delle bambine e bambini che attraversano il quartiere guidati da un incontro inatteso con un gatto un po’ enigmatico che li mette alla prova con indizi da decifrare: le strade, i cortili e i luoghi di tutti i giorni diventano tappe di un’avventura sonora da seguire passo dopo passo.
Il doposcuola del Nuovo Armenia si tiene ogni domenica mattina dalle ore 11 alle 12.30 ed è sempre alla ricerca di nuovi volontari.
Per informazioni e per partecipare: doposcuola@nuovoarmenia.it
Love street: il nuovo inno di speranza di Franco Mussida
“Love Street – Gente che la vita… non si butta via” è il brano scritto da Franco Mussida che inaugura un nuovo progetto realizzato con CPM Music Institute per il Sociale; un inno di speranza tradotto anche in video su YouTube.
Il testo racconta dell’amore come una forza di trasformazione che unisce tutti, a prescindere dalle confessioni religiose, e invita a sentirsi parte di una sola umanità, soprattutto in questo periodo storico complesso, per percepire il valore dello stare insieme nella corrente della vita, provando a circumnavigare l’odio, che ne è parte integrante. Per scrivere il brano, Franco Mussida si è ispirato all’equilibrio della Capoeira, una danza-combattimento tra violenza gestuale e rispetto dell’avversario, in cui le naturali intenzioni dei contendenti non arrivano mai a colpire fino in fondo, per una scelta etica consapevole.
Musica e parole vengono offerte da ragazzi e adulti, da musicisti che portano musica in contesti di disagio sociale e da chi vive la strada tutti i giorni aiutando, sostenendo gente fragile, stremata, malata e delusa. “Ma lo sai che l’odio è nostalgia d’amore?” cantano infatti i numerosi operatori, volontari e giovani provenienti da Fondazione Progetto Arca, Fondazione San Patrignano, Comunità Kayros, Associazione Amici della Nave, Coro Millecolori di Scampia e Vero Volley. Con loro i cantanti e i musicisti del CPM Music Institute: Pietro Bombardelli (voce solista), i Layers (voci a cappella) e il coro composto dagli allievi del Dipartimento di Canto del CPM Music Institute.
“A volte le canzoni nascono perché sentono il bisogno di essere cantate e ascoltate. – racconta Franco Mussida – Ho pensato al Natale, a chi porta conforto agli altri. Per interpretarla non ho immaginato artisti o personaggi noti, ma la gente che opera in strada, chi la strada l’ha vissuta davvero, gli studenti che vivono la Musica come necessità espressiva, i ragazzi in difficoltà e quelli che si affacciano alla vita. Per me questo brano è un dono speciale, per via del modo laico e universale in cui si racconta l’Amore come corrente della vita. Spero possa trovare spazio nei cuori di tutti, in quanto questa visione dell’Amore si lega alla sacralità dell’uomo e della Natura più che alle diverse confessioni religiose”.
I proventi editoriali sono devoluti alle iniziative musicali del CPM nei settori del disagio sociale.
La Kasa a Skuola e per tutti
La Kasa dei Libri di Milano apre le sue porte a 2.000 bambini ogni anno per giocare con l’arte e le parole. Nonostante le iniziative siano sempre gratuite, alcuni studenti non riescono a partecipare a causa dei costi di trasporto, orari e vincoli organizzativi, carenza di personale.
Per questo nasce l’iniziativa “La Kasa a Skuola e per tutti”, una campagna di raccolta fondi per portare direttamente nelle scuole e nei doposcuola le attività di arte e scrittura, coinvolgendo 500 bambini che hanno poche occasioni di frequentare luoghi di cultura e di vivere la città, così da dare loro pari opportunità di approfondimento extra didattico e un’occasione di inclusione socioculturale.
“Da oltre 10 anni proponiamo un approccio giocoso al mondo dell’arte e della parola perché il gioco libera i bambini dai pregiudizi e offre a ognuno di loro la libertà di esprimere il proprio vissuto, condividere emozioni e raccontare difficoltà e paure: è giusto che tutti i bambini abbiano accesso a questi strumenti di espressione, che sostengono anche la coesione del gruppo, la comprensione delle diversità e l’integrazione sociale” spiegano gli organizzatori.
Sostenendo l’iniziativa con una donazione si potrà ricevere una ricompensa speciale come ringraziamento, come un gadget o un aperitivo per 10 persone tra i libri della Kasa.
