Bilancio, Sala: “Tagli necessari anche su cultura; il Governo premi chi fa sforzi per migliorare il trasporto pubblico”

Sindaco Giuseppe Sala_Mianews

“Ho sentito dire dal sindacato del Teatro alla Scala ‘la cultura non si tocca’, ma il problema vero è che dovremmo toccare un po’ tutto. In una città come Milano c’è nessuna sperequazione nei tagli. Però ai sindacati che dicono la cultura non si tocca, io cosa dico? Tocco il trasporto pubblico per i disabili? Tocco gli asili? Sostenete sia meglio non toccare la Scala? La Scala e la cultura per noi sono un grande valore, chi lavora lì ha fatto una grande opera nel raccogliere fondi privati, ma lo chiedo anche a tutti i milanesi: dovendo tagliare, è più grave tagliare i fondi alla Scala o per il trasporto dei disabili?”. Così il sindaco Giuseppe Sala, a margine della cerimonia in occasione della Giornata Internazionale delle Donne all’anagrafe di via Larga, in merito alla protesta dei sindacati del Piermarini per il rinnovo del contratto dei lavoratori e la necessità espressa dall’amministrazione di dover tagliare delle spese nel bilancio comunale del prossimo anno, comprese quelle per la cultura.

In tema di bilancio, Sala ha anche sottolineato: “Milano ha un problema più grave degli altri comuni relativamente al trasporto pubblico. E qui siamo al paradosso perché le città che sono più avanti nel trasporto pubblico, quindi quelle che hanno fatto la loro parte per migliorarlo, pagano pegno nel momento in cui i cittadini utilizzano di meno il tpl. Questo è un governo che parla di merito e allora io mi chiedo se non è merito continuare ad andare avanti a costruire metropolitane? Domani apriremo il nuovo tratto della metropolitana Blu, ma poi siamo penalizzati. Perché non ci riconoscono lo sforzo?”. “L’altra cosa per cui siamo svantaggiati è che il fondo unico statale per il trasporto pubblico si distribuisce alle regioni e poi dalle regioni ai comuni sulla base del chilometraggio coperto – ha spiegato poi il sindaco – . Questo chilometraggio viene misurato sulla base di indicatori di una decina di anni fa e questo è profondamente ingiusto”.