Caritas Ambrosiana, Bilancio Sociale: nel 2023 ascolto e aiuto a 50mila persone. Dai dati sulla povertà emerge il problema del ‘lavoro povero’

Oltre 50 mila persone sono state ascoltate, accompagnate e aiutate da Cartitas Ambrosiana nel 2023 e gli aiuti complessivamente erogati sono stati in totale oltre 100 mila; il tutto è stato reso possibile grazie all’impegno di dipendenti, operatori e di circa 10 mila volontari. E’ quanto emerge dal Bilancio Sociale 2023 di Caritas Ambrosiana, che si occupa delle diverse dimensioni dell’agire Caritas, a cominciare dall’attività formativa, concretizzatasi in 294 sessioni organizzate a vario livello, che hanno raggiunto 20.140 persone. Al di fuori della diocesi, il settore Internazionale di Caritas Ambrosiana ha invece attivato 59 progetti in 32 paesi del mondo, a favore di popolazioni colpite da catastrofi naturali, guerre, conflitti e povertà estrema. La dimensione economica di questo poliforme impegno ha sfiorato i 18 milioni di euro: sul versante delle spese, l’87,13% è stato dedicato a finanziare direttamente le azioni di contrasto a povertà ed esclusione sociale, mentre il 12,87% è servito a coprire spese generali, di personale, di comunicazione, di raccolta fondi e altre spese di funzionamento. I proventi di cui Caritas ha potuto disporre derivano in buona parte (oltre 8 milioni di euro su quasi 18) da erogazioni liberali, frutto delle quasi 23 mila donazioni di cui l’organismo ha potuto fruire.

“Anche il 2023, come gli anni che lo avevano preceduto – ha osservato il direttore Luciano Gualzetti –, ha confermato lo stato di policrisi che caratterizza questo cambiamento d’epoca, punteggiato di povertà diffuse ed emergenze umanitarie complesse. Su tutti questi fronti, materialmente o tramite solide reti di partenariato, Caritas Ambrosiana è stata presente nel 2023, cercando di portare soccorso, testimoniare prossimità, organizzare accoglienza, assicurare assistenza, immaginare ricostruzioni. Mentre ci siamo presi cura, grazie alla generosità di numerosi donatori, delle ferite materiali o morali sofferte da tante persone e tanti gruppi umani, abbiamo cercato di rendere partecipe del nostro cammino di carità la Chiesa diocesana di cui siamo espressione e le comunità civili in cui siamo radicati. Sollecitando non solo a offrire risposte ai bisogni, ma a creare un tessuto di fraternità, di solidarietà e di giustizia, capace di prevenire e di attutire i tanti mali che una storia piena di prepotenze e una natura maltrattata dagli egoismi rischiano di far ricadere sui più fragili e indifesi, con conseguenze drammatiche. Per cambiare le cose, cominciamo a cambiare noi stessi, la nostra vita e le nostre comunità, cristiane e civili”.

In occasione della pubblicazione del Bilancio sociale 2023, l’Osservatorio delle povertà e le risorse di Caritas Ambrosiana ha reso pubblici alcuni dati sulla povertà, anticipando l’annuale Rapporto sulle povertà nella diocesi ambrosiana, che sarà pubblicato dopo l’estate.
Le rilevazioni dell’Osservatorio evidenziano che nel 2023 i centri di ascolto del campione e i servizi Caritas hanno aiutato 17.238 persone in povertà; di queste 14.697 si sono rivolte ai centri d’ascolto, numero cui vanno aggiunti i 1.363 che si sono rivolti al Sai (immigrati), i 843 rivoltisi al Siloe (famiglie italiane in povertà) e i 335 rivoltisi al Sam (gravi marginalità urbane). Rispetto al 2022, il numero di persone ascoltate e aiutate è aumentato del 17,9%. Rispetto al triennio 2020-2022 si osserva una stabilizzazione della situazione: l’emergenza legata prima alla pandemia, poi alla guerra in Ucraina e all’aumento dei costi delle materie prime e dell’inflazione, sembra in fase di attenuazione, anche se il flusso di persone in cerca di aiuto resta elevato. Tra le persone incontrate, prevalgono gli immigrati (quasi esclusivamente extracomunitari in possesso di regolare permesso di soggiorno) che sono stati il 63,8%, in aumento rispetto al 2022 (60,9%) e con un’incidenza maggiore rispetto al dato nazionale riguardante i Cda Caritas. Dal punto di vista dell’età, si conferma il dato del 2022 per le fasce di età più anziane (ultra65enni e 55-64enni), che hanno fatto registrare l’aumento più importante, in termini di accessi a sportelli e servizi, rispetto al periodo precedente la pandemia (+83,7% gli ultra65enni, +42,3% i 55-64enni). I principali bisogni manifestati da chi chiede aiuto sono reddito (69,9%), occupazione (33,1%) e problemi abitativi (14,8%). Fino al 2018 l’ordine era invertito: l’occupazione rappresentava il primo bisogno. Questa tendenza, come evidenzia Caritas Ambrosiana, conferma il consolidarsi del fenomeno del “lavoro povero”, con i guasti sociali che esso determina.