Intitolazione Malpensa a Berlusconi, Sala: “Pazzesco una decisione così sia presa solo da Enac. Viviamo tempi barbari”

“Io non sto discutendo la figura di Di Palma, ci ho sempre lavorato, discuto che questa è una decisione importante, non è una cosa da poco, quindi perché non si è confrontato con Sea? Gli costava così fatica confrontarsi con Sea prima di prendere una decisione? Una decisione del genere va presa in 24 ore?”. Lo ha detto il sindaco Giuseppe Sala, tornando sull’ok di Enac, guidato dal presidente Pierluigi Di Palma, all’intitolazione dell’aeroporto di Malpensa a Silvio Berlusconi.

Interpellato a margine della presentazione di un’iniziativa di PizzAut in piazza Tre Torri Sala ha chiarito: “Non sono irritato, non è un problema di emotività, è un problema di razionalità, quello che discuto è perché non ci sia più rispetto delle forme, della correttezza nei rapporti. L’intitolazione di un aeroporto non è una cosa che viene così, e chi la decide? Un presidente Enac senza nemmeno consultare la società che ci lavora? Il presidente di Enac è pro tempore, va e viene, se una società è lì da anni, si dedica, rischia i suoi fondi, e questa non viene consultata…se questi sono i tempi barbari che stiamo vivendo, ce ne facciano una ragione, ma non posso essere di certo felice”. “Questo a prescindere dall’idea e dal nome – ha continuato il sindaco – è pazzesco che in Italia una decisione del genere venga presa da un presidente di Enac. Io non riesco a comprendere come la politica sia correa di un modo di fare del genere”. Infine a chi gli faceva sottolineare che il presidente Enac Pierluigi Di Palma sia stato nominato con il governo Draghi: “non è quello – ha risposto il sindaco – non discuto il presidente, discuto il fatto che su una cosa del genere che riguarda il territorio il presidente di Enac è formalmente designato a prendere decisioni ma se avesse un po’ di buon senso sentirebbe chi ci lavora da anni. Vanno rispettate delle modalità collaborative, se ognuno di noi spinge per fare le cose che può fare legittimamente, ma non ascolta gli altri, non diamo un servizio al Paese”.