“Per aver saputo trasformare il dolore per la perdita del marito, Giuseppe ‘Pino’ Pinelli, in una grande battaglia per la giustizia e la verità, per la convivenza civile e la dignità”. Con queste motivazioni il sindaco Giuseppe Sala ha assegnato nella sala dell’Orologio di Palazzo Marino l’Ambrogino d’Oro alla memoria di Licia Rognini Pinelli, scomparsa lo scorso 11 novembre, vedova del ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli, morto presso la Questura di Milano il 15 dicembre del 1969.
Presenti oltre alle figlie Silvia e Claudia, anche il prefetto di Milano Claudio Sgaraglia, il questore Bruno Megale, il presidente provinciale Anpi Milano Primo Minelli, la vicesindaca Anna Scavuzzo, la presidente del Consiglio comunale Elena Buscemi, l’assessore al Welfare Lamberto Bertolè, il presidente dell’associazione delle vittime di piazza Fontana Federico Sinicato e Lorenza Ghidini, direttrice di Radio Popolare. Licia Pinelli avrebbe compiuto 97 anni il 5 gennaio. Il sindaco ha letto le motivazioni di questa assegnazione: “Ha portato avanti il suo impegno lontana da qualsiasi istinto di vendetta o di rancore, ma sempre lucida, coerente, con un’attenzione sempre collettiva e mai individuale, ogni sua azione era volta non solo a difesa sua e della sua famiglia, ma a difesa di tutti. La sua “storia quasi soltanto mia” rappresenta un importante esempio di cittadinanza oltre che di profonda umanità. Milano è grata a Licia Rognini Pinelli, donna coraggiosa, forte, capace di fare del suo dolore una missione di impegno civile, animata da un grande senso delle istituzioni che ha guidato la sua domanda di giustizia, rimasta priva delle sufficienti risposte”.
“Il ricordo di Licia per quanto riguarda Anpi doveva avvenire in vita perché avevamo immaginato prima che lei morisse un riconoscimento che comunque faremo – ha affermato nel suo intervento Minelli annunciando che presto sarà consegnata alla famiglia una tessera ad honorem alla memoria di Licia. “Per Anpi è una cosa eccezionale, non viene data a tantissime persone se non ai partigiani combattenti”, ha spiegato.
Silvia e Claudia Pinelli, a margine della cerimonia, rispondendo alle domande dei giornalisti hanno detto: “È stata importante la presenza del questore di Milano. Diciamo che se ci fosse una presa in carico di responsabilità sarebbe ancora più gradito”. “Noi siamo qui ancora a ricordare una morte per mano delle istituzioni e portiamo avanti non solo la memoria di Giuseppe Pinelli, ma anche la storia di una ingiustizia atroce e di una morte che non avrebbe dovuto avvenire. Questo Ambrogino riconosce i valori e la vita di Licia Rognini Pinelli che non era solo la vedova di Giuseppe Pinelli, ma una persona che aveva una vita e che l’ha portata avanti con estrema dignità. Questo è un giusto riconoscimento a tutto ciò che lei ha fatto, non solo per la memoria di Giuseppe Pinelli, per avere verità e giustizia, ma per una comunità intera”.
