Ornella Vanoni “rappresenta la milanesità intesa come la voglia di essere liberi e non condizionati dal giudizio degli altri, del mainstream, lei da questo punto di vista è stata un bellissimo esempio, poi una storia molto dedicata alla nostra città e quindi credo che dovremmo trovare delle formule per essere riconoscenti, ma anche un po’ per lasciare il suo insegnamento”: lo ha detto il sindaco Giuseppe Sala arrivando alla camera ardente di Ornella Vanoni al Piccolo Teatro aperta oggi e domani lunedì 24 novemvbre (dalle 10 alle 13), mentre alle 14.45 si terrà il funerale nella chiesa di San Marco, a Brera.
Centinaia i milanesi in coda, fin dall’apertura, lungo via Dante, fino quasi a piazza Castello, per l’omaggio alla camera ardente di Ornella Vanoni, a testimonianza del forte legame di Milano con l’artista scomparsa all’et di 91 anni. All’interno del teatro, risuonano le note di ‘Domani è un altro giorno’. La bara di legno chiaro è posta ai piedi del palco tra due cuscini di girasoli. Alle spalle, una grande ghirlanda di rose bianche del Piccolo Teatro e i gonfaloni della Regione e del Comune. Davanti al feretro stanno lasciando fiori anche le tante persone comuni arrivate a rendere omaggio.
A fine mattina sono state oltre 5mila le persone che hanno reso omaggio a Ornella Vanoni. La stima è della direzione del Teatro. “Una testimonianza di un affetto che proseguira anche nelle giornata di domani”, ha commentato l’assessore comunale alla Cultura Tommaso Sacchi, presente per tutta la mattinata in via Rovello. “Sono passati fan, cittadini vicini di casa e tanti artisti italiani e internazionali di tutti i mondi. Un grande tributo a una figura di straordinaria importanza”, ha aggiunto. Tra gli omaggi all’artista anche quello dei suoi condomini che hanno fatto recapitare una corona “con affetto”, posta con le altre accanto al feretro.
Alla camera ardente, anche Liliana Segre. La senatrice a vita si è soffermata nel teatro che ha poi lasciato senza rilasciare dichiarazioni.
“Era doveroso venirla a salutare. Ha vissuto in maniera lucida fino agli ultimi istanti. Forse una morte più dolce non si poteva avere”: così Fiorella Mannoia alla camera ardente di Ornella Vanoni al Piccolo Teatro ha ricordato l’artista scomparsa venerdì sera. Tra le prime personalità dello spettacolo ad arrivare in via Rovello, tra cui anche Emma Marrone, Fiorella Mannoia ha aggiunto: “Tante volte abbiamo cantato insieme; tanti palchi abbiamo condiviso. Tanti ricordi; quelli più divertenti li tengo per me”. Le conversazioni in camerino? “Sono cose che non si possono ripetere”. Mannoia ha definito Ornella Vanoni “un punto di riferimento per ognuno e ognuna di noi, perché Ornella era il simbolo della libertà, dell’irriverenza”. “Era una donna colta, era una donna elegante, era una donna libera. Ecco, era una donna libera e una cantante straordinaria”, ha concluso.
“La cosa bella di Ornella era la capacità di toccare temi che riguardano la vita della città. Distante dai palazzi della politica, ma profonda conoscitrice di Milano. Magari leggeva una notizia sul giornale, mi chiamava e commentava con senso critico e intelligente e mai per partito preso”: così l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi all’ arrivo alla camera ardente di Ornella Vanoni ha ricordato l’artista scomparsa venerdì. Quanto al modo di ricordare Ornella Vanoni, Sacchi, ricordando l’aiuola chiesta dalla cantante ancora in vita ha commentato “faceva parte della sua ironia. Lei è riuscita con un piccolo scherzo ha toccare un punto importante. Lo diceva scherzando, ma lo diceva anche perché aveva piacere che questo legame con Milano fosse per sempre e lo sarà”. In ogni caso, ha concluso “abbiamo parlato col sindaco per capire subito come ricordarla ma non è questo il momento per dire che cosa, come e in quale luogo sarà ricordata. Troveremo le formule giuste”.
Alla camera ardente per Ornella Vanoni, anche il cantautore e compositore Memo Remigi che ha ricordato, come già in un post, che “la mia Ornella” è “un’Ornella a cui sono molto riconoscente: perché la mia carriera è dovuta a Ornella perché lei ha inciso la mia prima canzone, ‘Innamorati a Milano’, che presentai al Disco per l’estate e non l’ha filata nessuno anche perché, come diceva lei, usciva dagli schemi tradizionali e lei si è innamorata di questa canzone anche perche’ parlava di Milano. L’anno successivo mi chiese una canzone per Sanremo e io scrissi per lei ‘Io ti daro’ di più’ ed è stata davvero una donna che ci ha dato di più. Una donna con cui potevi parlare di qualsiasi cosa e confidarsi”, ha aggiunto ricordando i “momenti indimenticabili” vissuti insieme.
