Comune, occupazione di suolo pubblico: strutture e regole ‘light’ per tutto il commercio per favorire l’uso degli spazi esterni

Milano, ore 18. Dopo che è scattata 'l'ora X' per bar e pub che hanno dovuto chiudere per l'ordinanza sull'emergenza Coronavirus la città si va svuotando. Dai Navigli al centro, la 'vita notturna' meneghina si ferma per la prima sera di applicazione del provvedimento che 'salva' solo i ristoranti. Camparino in Galleria, bar Magenta in corso Magenta, bar Rattazzo in Ticinese: i punti cardinali della movida da stasera cedono il passo. 'Resistono' i locali con doppia licenza, dove si consumano anche solo cocktail e birre giocando sui margini dell'ordinanza che consente l'apertura per la vendita di food. Sui Navigli qualche "baracchino" che vende la birra diventa luogo per capannelli di avventori (Foto Mianews)

Non solo bar e ristoranti, ma anche “altre attività, sia chi ha il plateatico che chi non ce l’ha, sia chi fa somministrazione o altro, come librerie e negozi di abbigliamento”, potranno usufruire delle agevolazioni per l’occupazione temporanea delle aree di suolo pubblico per la posa di tavolini, ombrelloni e strutture removibili, come stabilito dalla delibera approvata la scorsa settimana dalla giunta e che verrà votata in consiglio comunale domani. Lo ha spiegato questo pomeriggio l’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran nel corso della commissione consiliare trigiunta Bilancio, Commercio e Urbanistica, riunitasi in videoconferenza.
In particolare, la delibera, com’era stato già annunciato, prevede l’ampliamento delle concessioni di occupazione di suolo pubblico per l’esercizio di somministrazione di cibi e bevande e altre attività commerciali e la semplificazione delle procedure per ottenerle entro 15 giorni, nonché la temporanea sospensione del pagamento della tassa di occupazione Cosap. “Ci siamo posti il tema di sospendere alcuni regolamenti che chiedono tempi lunghi in considerazione del fatto che oggi abbiamo un’emergenza e un’urgenza. Stiamo parlando di un’occupazione semplice di tavolini e ombrelloni che possono essere rapidamente rimossi”, ha spiegato Maran, sottolineando che “la novità rispetto al solito, dove ad oggi i tavolini esterni riguardano solamente le attività di somministrazione, cibi, bevande, bar, ristoranti e attività di intrattenimento e simili, è estendere per quest’estate la possibilità a tutte le altre attività commerciali al fine di consentire l’ampliamento degli spazi di posizionamento degli arredi. Con la riduzione di persone dentro, questo può incrementare gli spazi di vendita, per tante attività che nulla hanno a che vedere con il cibo”.
Gli elementi previsti sono “tavolini, sedie, ombrelloni, pedane necessarie per i rialzi per la sicurezza rispetto alla strada, analoghe strutture di carattere temporaneo e altre strutture rimovibili”, ha specificato Maran.
Per l’utilizzo di spazio esterno alle attività commerciali, “ci saranno quindi due strade percorribili: una strada che è quella normale di chi vuole fare un dehor come si è sempre fatto, a cui si affianca questa seconda strada di dotarsi di strutture removibili e con un investimento limitato”, ha sottolineato poi l’assessore, che ha annunciato anche che “data la breve tempistica per ottenere il permesso di ampliarsi, controlli e monitoraggi verranno fatti anche successivamente per verificare il rispetto delle norme”.
Maran ha poi ricordato che la delibera prevede anche la possibilità “pedonalizzare alcune strade per la posa dei tavolini, h24 o in alcune fasce orarie, come per esempio quelle serali, lasciando lo spazio necessario per la corsia di emergenza e l’accesso ai passi carrai” e “di allargarsi non solo in prossimità della propria attività ma anche usando giardinetti o piazze pedonali più distanti”.
Per quanto riguarda la questione del termine di validità dei permessi di ampliamento temporaneo, nel corso della commissione, il capogruppo del Pd Filippo Barberis ha proposto di stabilire “la durata fino al 30 ottobre”. Sul punto si è trovato d’accordo Maran che ha sottolineato che “stabilire il termine potrebbe facilitare gli operatori nella scelta se intraprendere o meno l’investimento. Potremmo anche valutare di stabilire delle proroghe. Certo è che nei mesi invernali strutture leggere come tavolini e ombrelloni potrebbero non avere senso”.