Sala su San Vittore: “Detenuti vivono in condizioni indegne, non si può andare avanti così”. Per il carcere milanese l’impegno del Politecnico con il progetto “Off Campus”

La protesta a San Vittore (Foto Mianews)

“Le condizioni dei detenuti nel carcere di San Vittore sono indegne. Prometto che solleverò con più energia il tema al nuovo ministero. Il carcere deve rimanere in città, ma o si investe sulla messa a norma, sull’ammodernamento o così non si può andare avanti. Se fosse necessario rinunciare a un po’ di posti, si rinuncia, ma così non si può andare avanti. È indegno che più detenute, magari incinta, vivano in una cella con un bagno con la turca. È ora di intervenire, non va bene basarsi solo sulla buona volontà delle persone, dei volontari. Vorrei che si sentisse l’urgenza perché c’è un tema fisico, relativo ai diritti, urgente”. Così il sindaco, Giuseppe Sala, durante la cerimonia di inaugurazione del progetto del Politecnico ‘Off Campus San Vittore’, pensato per riprogettare gli spazi del carcere. “Il 10% dei milanesi fa volontariato, Milano è una città generosa. A San Vittore si è sempre cercato di supplire alle carenze del sistema – ha sottolineato Sala – . I ringraziamenti non sono di rito, di buona educazione, sono molto sinceri. È facile dare un contributo una tantum, farsi un giro. Ma chi ha nel cuore un carcere, chi se ne occupa per lavoro o passione, credo che meriti il ringraziamento a nome mio e di tutti i milanesi”.

Il Politecnico di Milano negli spazi di San Vittore. Si tratta del progetto Off Campus San Vittore, inaugurato oggi presso la casa circondariale di piazza Filangieri. Le attività che saranno svolte – è stato spiegato durante la presentazione del progetto – sono molteplici: lo sviluppo di nuove progettualità per migliorare la qualità degli spazi della reclusione attraverso i laboratori didattici, i tirocini e tesi di laurea del Politecnico di Milano, tavoli di ricerca sulla relazione tra carcere e città, la costruzione di un archivio storico per documentare e raccontare i temi della detenzione e la raccolta di storie di vita per narrare la realtà carceraria. Verranno, inoltre, promosse attività seminariali, culturali e di disseminazione, aperte al carcere e alla città. All’inaugurazione era presente il sindaco, Giuseppe Sala, che ha definito “indegne” le condizioni dei detenuti, promettendo di “sollevare con più energia il tema al nuovo ministero”. “Il carcere deve rimanere in città, ma o si investe sulla messa a norma, sull’ammodernamento o così non si può andare avanti”, ha detto il primo cittadino. “Si tratta di un penitenziario che ha bisogno di sentirsi parte attiva del centro della città – ha commentato il direttore San Vittore, Giacinto Siciliano – . Questo progetto darà la possibilità ai tanti universitari di entrare dentro il carcere, portare esperienza di fuori: un modo importante di fare vivere il carcere, per migliorarlo sempre di più. C’è la parte del Politecnico, della progettazione. Questa è una struttura bella per la sua storia, per la sua architettura: la grande sfida è trovare una visione diversa. Il carcere non può mai smettere di essere nuovo. Non si può specchiare solo su se stesso. Stiamo investendo molto sul progetto che oggi presentiamo”. Il garante dei detenuti del Comune di Milano, Francesco Maisto, ha sottolineato che il carcere di San Vittore è caratterizzato da “immobilismo e arretratezza strutturale e logistica. Non è conforme neanche alla legge penitenziaria e al regolamento”. “Però San Vittore ha dimostrato che in un contesto antico è possibile innovare – ha proseguito – come il riconoscimento avuto dall’Organizzazione mondiale della sanità quando ha realizzato l’hub durante il periodo di Covid. È stato un merito, prima ancora di qualsiasi altro istituto a livello nazionale sono stati individuati percorsi per evitare contagio. È necessario però intervenire. Il pensiero progettuale ce lo offre il Politecnico. Uniamo le forze. Bisogna tenere conto del fatto che certe condizioni strutturali vanno ad incidere su diritti umani. Spero che ci sia tanta collaborazione perché si modifichino le cose”. “Il Politecnico si occupa di architettura, ingegneria, design. Lo fa con architettura di eccellenza, di immagine, di facciata – è intervenuto Emilio Faroldi, prorettore del Politecnico – . Ma la città è molteplice e molto complicata. Un’istituzione pubblica come il Politecnico non può esimersi dall’occuparsi di spazi sociali, sensibili. L’architettura nasce proprio per occuparsi di questi spazi, è un elemento educante: deve fornire dignità a chi li abita. Il Politecnico allora mette a disposizione le proprie competenze con i gruppo di ricerca del dipartimento di Architettura e Studi Urbani, il dipartimento di Design e il dipartimento di Ingegneria Gestionale”. Off Campus San Vittore è il terzo progetto promosso da Off Campus – Il cantiere per le Periferie, l’iniziativa sviluppata all’interno di Polisocial, il programma di Responsabilità Sociale del Politecnico di Milano, che prevede l’apertura di spazi in città, in cui docenti, ricercatori e studenti possano svolgere attività di didattica innovativa, di ricerca responsabile e di co-design in grado di produrre un impatto positivo sulla collettività. Il progetto vede, inoltre, la collaborazione dell’Università Bocconi e dell’Università Bicocca per la realizzazione di una clinica legale all’interno del carcere.